Via di Sotto come una superstrada: «Qui si rischia la vita»

16 Gennaio 2020

Appello di residenti e commercianti della strada dei Colli  esasperati da alta velocità, strisce sbiadite e asfalti rotti 

PESCARA. Dossi e autovelox, chiedono i cittadini di via di Sotto, perché «qui corrono come pazzi, sembra di stare all’autodromo. A me è successo di dover scaraventare mia moglie dall’altra parte della strada, altrimenti una macchina l’avrebbe centrata in pieno. Ed eravamo sulle strisce. Abbiamo rischiato la vita».
Angelo De Vincentiis, titolare della pasticceria Arnold’s con la moglie Anna D’Anastasio, fotografa la situazione di pericolosità di via di Sotto, ai Colli, dove risiedono, alla luce degli incidenti stradali dei giorni scorsi. Nell’ultimo è coinvolto un 28enne ricoverato in ospedale in gravi condizioni dopo essersi ribaltato con l’auto finita contro un garage, nelle vicinanze della rotatoria vicino al supermercato Conad, non lontano dalla basilica della Madonna dei Sette Dolori. Ieri il vertice degli amministratori in Comune ha fatto il punto sulle soluzioni per garantire la sicurezza a pedoni, ciclisti e automobilisti di questa parte della città.
Ma intanto, le opinioni di chi, lungo quella strada ci vive e ci lavora. «Noi», ricordano i coniugi De Vincentiis, che si sfogano con Tania Serafini, commessa del supermercato, e si prestano ad un mini tour col Centro lungo le vie del quartiere, «l’abbiamo scampata per un pelo, la Lancia nera ci è arrivata come un missile, in salita, vicino ad una pizzeria dove ci stavamo recando. Abbiamo fatto in tempo solo a scansarci, buttandoci contro le macchine parcheggiate su un lato della strada, siamo vivi per miracolo. Ma i problemi su questa arteria stradale piena di crepe, sono anche le strisce sbiadite che di notte non si vedono anche a causa della scarsa illuminazione. Il problema è che la gente non ha buon senso, ci vogliono dossi e autovelox per colpire chi sfreccia. Ecco, adesso attraversiamo la strada e osservi: nessuno si ferma».
Esperienza simile vissuta da Lucia Fiordellisi, campana, titolare della pizzeria LanGuorino: «I clienti entrano ed esclamano: ma quanto corrono qui. Io ho paura ogni volta che attraverso la strada, che sembra una superstrada. Mi è capitato più volte di schivare le macchine in corsa. Servono i dissuasori anche in prossimità di una rotatoria, così chi non vuole distruggere la propria vettura, è costretto a rallentare». Chi sfreccia a velocità, incurante del prossimo «non rallenta neppure in prossimità di una rotatoria», è l’opinione del coiffeur Mirco Ruscitti, titolare di MR Evoluzioni insieme alla moglie Eleonora Musa. Con la cliente, Marina Visci, commessa di Acqua e Sapone, il ragionamento si sposta su «certi orari che sono peggiori degli altri. Se le scuole e i negozi sono aperti, il caos del traffico modera la velocità, ma dopo le 21 la strada invita a correre e non si contano le persone investite negli anni».
Di sicuro, l’ultimo incidente «è il più grave degli ultimi anni», fanno notare Debora Battista e Massimiliano Pellegrini del bar Casper, di fronte a piazza Nilde Iotti, «da quando c’è la rotatoria la situazione è migliorata, ma qualche anno fa era un incidente dopo l’altro». Un cliente del bar, Giovanni, residente ai Colli, taglia corto: «I pannelli luminosi con il limite di 30 km orari c’è, vicino le scuole, ma chi ci va a 30 all’ora in discesa?». Giorgio Colarocco, residente nella vicina via Cellini è della stessa opinione: «Hanno posizionato un dosso a senso unico, a scendere dai Colli, ma i 30 all’ora del limite di velocità non li rispetta nessuno». Claudio Cortellesi, titolare di Odissea pizza, poggia i piedi sulle grate delle fogne che emergono da lembi di asfalto sporgenti e osserva: «Rischiano molto pedoni e ciclisti. La manutenzione della strada dovrebbe essere la priorità per l’amministrazione».