Via di Sotto, la rabbia dei multati «Impossibile andare a 30 all’ora»

I cittadini in strada per contestare l’autovelox: c’è chi ha ricevuto contravvenzioni per duemila euro Le voci della rivolta: «Paghiamo con i soldi della pensione, così non si può andare più avanti»
PESCARA. La rabbia in piazza. Nonostante le «tantissime adesioni», la protesta pacifica di ieri pomeriggio contro l’autovelox di via di Sotto è stata annullata. Era stato immaginato di realizzare un corteo di auto incolonnate ma non è permesso, causa Covid. E un semplice ritrovo in piazza avrebbe «fatto perdere di incisività al messaggio che volevamo mandare», hanno detto gli organizzatori. Eppure alcuni dei cittadini che hanno ricevuto le multe per non aver rispettato il limite di velocità di 30 chilometri orari si sono comunque ritrovati sotto all’autovelox, dove hanno incontrato il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, a cui hanno raccontato tutta la loro esasperazione, anche perché il limite è troppo basso e le multe arrivano a pacchi.
Sono talmente infuriati che qualcuno immagina come soluzione «di prendere a martellate l’autovelox», ha detto Antonio, che ha ricevuto due sanzioni perché «andavo tra i 33 e i 34 km/h. Ma per ora non pago, vediamo cosa succede». Non ha materialmente la possibilità di pagare Franco D’Agostino che di multe ne ha ricevute nove e forse ha raggiunto i «duemila euro e zero punti sulla patente». Angela Del Trecco ne ha già pagate 5, di sanzioni (sei punti in meno sulla patente), ed è infuriata. «Il sindaco si dovrebbe vergognare. Io lavoro per 5 euro l’ora, e mio marito ha speso così tutta la pensione». Elena Serafini ha raggiunto il comando della polizia municipale per pagare una multa «e lì ho scoperto che ce n’erano altre sei, per cui le ho pagate tutte. Non mi ero accorta dell’autovelox e credo che il limite andrebbe portato a 50 chilometri orari, o almeno a 40». Ha ricevuto sette sanzioni, di cui sei recapitate tutte insieme, anche Dante Troia, che ha accumulato un debito di 900 euro, con due auto: anche lui e la sua famiglia non sapevano dell’autovelox «perché gli smile ci sono da tanto tempo. Ora il Comune dovrebbe annullare le sanzioni: noi usiamo questa strada per andare a lavorare e non è giusto che ci sia questo prelievo ignobile di soldi dalle famiglie». È fuori dai gangheri Gabriella Pilone: «187 euro», dice, «non lo trovo giusto. Qui bisogna andare tutti in Comune», urla a un’altra donna che passa in via di Sotto e sventola la sua contravvenzione dal furgoncino.
«Io sono un tecnico, passo davanti a questo autovelox chissà quante volte al giorno», racconta Francesco Ammazzaloroso. «A volte mi distraggo» e basta poco per essere sanzionati. Fino ad ora ha già collezionato «sette multe (di cui tre da 129 euro) e nove punti in meno sulla patente. Ho pagato tutto», racconta basito. Tra i salassati c’è anche un neopatentato. «È mio figlio», spiega Domenico D’Onofrio, «e ha ricevuto tre multe per cui gli sono stati decurtati 18 punti dalla patente, anziché 9» e di questo passo la prospettiva è drammatica. Andrea Bindi (tre sanzioni), immagina che «qui non passerà più nessuno, a scapito dei commercianti», e Emma Maria Santangelo (3 sanzioni) annuncia che lei sì, cambierà strada. «Ma in via Colle di Mezzo ci sono già i cartelli dei limiti (30 all’ora), impossibili da rispettare anche camminando con il piede sul freno». Pettinari chiede d «annullare le sanzioni e aumentare il limite a 50 chilometri orari, o altrimenti a 40. Anziché multare in maniera scellerata gli automobilisti, pensassero a sistemare la strada e a chiudere le buche». Anche il Pd, con il capogruppo Piero Giampietro, ha chiesto «l’annullamento in autotutela e l’innalzamento del limite a 50, oltre alla realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati per ridurre la velocità».
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