Via Firenze, scatta l’allarme smog
Venerdì scorso le polveri oltre i limiti, nella norma gli altri inquinanti
PESCARA. Venerdì scorso, la centralina dell’Arta che rileva la qualità dell’aria ha fatto scattare allarme rosso. Il parametro del Pm 2,5, ossia le polveri sottili con un diametro al di sotto di 2,5 micron, ha fatto registrare un superamento. Sono stati rilevati 26 microgrammi per metro cubo, contro il limite annuale di 25.
Un fatto strano, perché di solito nel periodo estivo le polveri sottili si mantengono al di sotto del tetto massimo. Mentre durante l’inverno, quando si accendono gli impianti di riscaldamento, i valori cominciano a salire. Nelle settimane scorse, invece, era stato l’ozono a creare qualche problema. L’ozono misurato nella media mobile di otto ore giornaliere aveva più volte superato il tetto massimo nelle zone del teatro D’Annunzio e di via Sacco.
Venerdì scorso è uscito fuori il problema della polveri. Per giunta quelle più sottili che sono considerate dagli esperti le più a rischio. Le Pm 2,5, spiegano, possono essere respirate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe. Le polveri ultrafini potrebbero essere addirittura in grado di filtrare fino agli alveoli e ancora più in profondità nell’organismo.
Possono derivare da incendi boschivi, terra e sale marino alzati dal vento (il cosiddetto aerosol marino), pollini e spore, erosione di rocce. Oppure dal traffico veicolare, sia dei mezzi diesel che benzina, uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico (carbone, legna e gasolio), residui dell'usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture, attività industriale.
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