«Via la criminalità da questa città»

16 Febbraio 2023

Da Acerbo a Pettinari, l’appello della politica: emergenza da non sottovalutare

PESCARA. Dopo il prefetto e il sindaco di Pescara, anche l’ex parlamentare Maurizio Acerbo e il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari sono intervenuti sugli arresti per l’agguato della strada parco. «Le indagini hanno confermato quanto avevo immediatamente intuito e denunciato», dice Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex consigliere comunale. «Dietro l'omicidio della strada parco c'era la criminalità organizzata e, in particolare la ndrangheta calabrese. Secondo gli inquirenti Albi è stato ucciso e Cavallito ferito gravemente nel bar del Parco per ordine di ndranghetisti. Torno a ripeterlo: quella della criminalità organizzata è un'emergenza sottovalutata dalla politica. Bisogna impedire che Pescara e l'Abruzzo divengano terra di conquista della criminalità organizzata. Da ex-consigliere invito a convocare immediatamente un consiglio comunale straordinario sulla penetrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio invitando la Procura della Repubblica, prefetto, questore, carabinieri, guardia di finanza e direzione antimafia, Libera, organizzazioni datoriali, di categoria, sindacati, associazioni. Non rassegnamoci alle mafie».
«La politica non deve continuare a dire che Pescara e l’Abruzzo sono città e regione sicura», tuona Pettinari. «Serve una risposta ferma, chiara e decisa che guardi alla legalità e che dia agli abruzzesi la consapevolezza che per quanto le trame della criminalità organizzata si allarghino c’è un compatto e imponente fronte di legalità che lo contrasta. Per questo, in ogni grado istituzionale, è fondamentale fornire tutti gli strumenti necessari a chi combatte in prima linea, sia chi lo fa sulle strade come le forze dell’ordine, l’esercito e la polizia locale; sia a chi lo fa dai tribunali, dalle procure e dagli organi preposti al controllo».