Via Lazio, cataste di pattume nel cortile delle case popolari

26 Agosto 2015

Nessun richiamo alle regole, ultimatum o ordinanze sembrano efficaci contro gli incivili che abbandonano i rifiuti

MONTESILVANO. Residenti esasperati dalle cataste di rifiuti che circondano il palazzone di via Lazio, un complesso edilizio nel quale trovano ospitalità anche 44 alloggi popolari del Comune di Pescara.

Nonostante l’amministrazione Maragno abbia da mesi ormai avviato una politica di tolleranza zero nei confronti degli incivili, residenti e non, che abbandonano nel cortile condominiale rifiuti di ogni genere, come se si trattasse di una vera e propria discarica a cielo aperto, la situazione non sembra migliorare.

Così, dopo aver eliminato i cassonetti dall’area privata per cercare di alleviare il fenomeno, ed evitare che il costo dello smaltimento dei materiali incidesse sulle casse comunali, nel febbraio scorso, è stata firmata l’ordinanza che invita i proprietari dell’edificio, tra cui appunto il Comune pescarese, di provvedere a proprie spese alla rimozione del pattume e alla pulizia dell’area.

Un ultimatum di tre giorni rivolto in particolare all’amministratore del condominio, è scattato all’indomani delle fiamme date ad alcuni sacchi d’immondizia. Eppure finora nulla è accaduto. Al contrario, i residenti lamentano il peggioramento di una situazione che grava pesantemente anche su chi abita nelle villette che condividono l’area esterna con il palazzone di via Lazio.

«Abitiamo nelle palazzine limitrofe», commentano alcune famiglie, «e non tolleriamo più questo degrado pericoloso per la nostra salute. Oltretutto, paghiamo una tassa sui rifiuti e viviamo sommersi dalla sporcizia». A detta dei residenti, anche numerosi turisti stranieri, che hanno soggiornato vicino all’edificio di Villa Verrocchio, si sono lamentati con i proprietari degli appartamenti, minacciando risarcimenti, scioccati dalle condizioni del piazzale sommerso dai rifiuti e dai cattivi odori.

A contestare il Comune di Pescara sono le stesse famiglie che occupano i 44 alloggi popolari di via Lazio, le quali minacciano di presentare un esposto alla procura della repubblica. Tuttavia sembra che all’origine dell’impasse ci sia la convinzione, da parte di chi amministra il condominio, che la rimozione dei rifiuti non spetti affatto a tutto il palazzo, bensì ad alcuni privati proprietari delle aree oggetto di degrado. Un braccio di ferro che penalizza però residenti e turisti in una zona a pochi passi dal mare e che, soprattutto nel periodo estivo, è particolarmente trafficata anche per la presenza di diversi alberghi.

Ancora fermi al palo, infine, gli interventi di messa in sicurezza dell’edificio che, nei mesi scorsi, ha corso il rischio di essere sgomberato a causa della pericolosità della scala antincendio, chiusa provvisoriamente da transenne.

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