Viabilità e ambiente: piano per lo sviluppo dell’area del Voltigno

30 Giugno 2020

D’Alfonso annuncia un disegno di legge per Zone economiche speciali anche nei paesi di montagna, a partire da Villa Celiera

PESCARA. Un disegno di legge per l'istituzione di Zone economiche speciali anche nei paesi montani. Investimenti indirizzati alla riqualificazione della viabilità, a cominciare dalla Loreto-Penne e dal collegamento tra Farindola-Castelli e Castel del Monte.
Sono le iniziative volte a valorizzare il comprensorio del Voltigno, caratterizzato da un turismo lento, fatto di natura, esperienze, sostenibilità e spiritualità.
Ne hanno parlato ieri mattina, il senatore Luciano D'Alfonso, il presidente del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra e il sindaco di Villa Celiera Domenico Vespa che per il suo comune ha rivendicato il titolo di «capitale del turismo lento del Parco. Un titolo simbolico, che vuole valorizzare territori meno conosciuti, che porta vantaggi a tutte le comunità vicine, attraverso un tipo di turismo che rappresenta l'impronta della nostra identità, costruita negli anni attraverso numerose iniziative», ha spiegato.
Il sindaco ha ricordato i progetti per esaltare il comprensorio, come il Voltigno Trail Center, un percorso di 80 km che segue i tratturi della transumanza e poi le valorizzazioni delle specialità gastronomiche di Villa Celiera.
«Installeremo colonnine elettriche e doteremo il comune di bici elettriche a noleggio. Ma abbiamo bisogno dell'impegno di Provincia, Regione e governo centrale e di iniziative concrete a sostegno della viabilità, delle strutture e di servizi».
Iniziative già in cantiere, annunciate dal senatore D'Alfonso. «Nella commissione Finanza e Tesoro», ha affermato, «si è incardinato un disegno di legge per l'insediamento di Zone economiche speciali nei paesi di montagna, per incentivare l'offerta commerciale. Ripartiremo con la Loreto - Penne e con investimenti sulla connessione tra Farindola, Castelli e Castel del Monte, quel triangolo di comuni che fa da cerniera dell'offerta del turismo lento. Un turismo emozionale, esperienziale, che arricchisce le persone e che caratterizza i 700mila ettari delle terre alte d'Abruzzo, dove si riscoprono la qualità dell'acqua, dell'aria, del cibo, delle relazioni, di spazio e dimensione a misura di fede».
Un turismo validato dal ritorno a maggio dell'orso marsicano che, come ha illustrato Navarra, presidente del Parco che attraversa 44 Comuni di 3 regioni, è una specie di ombrello, la cui presenza non occasionale certifica la qualità ambientale del luogo.
E se il primo cittadino Vespa ha sottolineato il senso esclusivamente simbolico e provocatorio della candidatura a un titolo «già conferito dalle migliaia di turisti ogni fine settimana sia in inverno sia in estate e dalla presenza dell'orso marsicano, certificazione notarile della qualità della nostra montagna», la rivendicazione di Villa Celiera non è andata giù ad Antonio Zaffiri.
Il presidente della Provincia ha parlato di «iniziativa individualistica, che smentisce la politica del fare rete sbandierata dal Pd e, soprattutto, non tiene conto della convenzione con gli altri sei comuni della Piana del Voltigno».
Il riferimento è al protocollo per la valorizzazione turistico-commerciale dell’intera area tra Villa Celiera, Brittoli, Carpineto della Nora, Farindola, Ofena, Castel del Monte e Villa Santa Lucia.
«Villa Celiera ha evidentemente deciso di disconoscere la validità di tale convenzione, sgomitando e, con un’assoluta mancanza di rispetto verso le altre municipalità partner, ha aperto una corsa in solitaria per accaparrarsi un titolo, mentre la Provincia continuerà a difendere quella convenzione che mira a valorizzare tutta la Piana del Voltigno», conclude Zaffiri.
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