Viadotti a rischio, scontro in tribunale

Il processo sulla manutenzione dell’autostrada A25: ministero, Anas e consumatori chiedono la costituzione di parte civile
PESCARA. Si conoscerà il prossimo 8 febbraio la decisione del gup Nicola Colantonio sull’ammissione o meno delle costituite parti civili nel procedimento in corso a carico dei 7 imputati che devono rispondere della presunta mancata manutenzione dei tratti autostradali dell’A25 che insistono nella zona del Pescarese (analoghi procedimenti sono in corso all’Aquila, Sulmona e Teramo) e di pericolo per la sicurezza dei trasporti. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal pm Luca Sciarretta, riguarda il presidente del cda di Strada dei Parchi, Lelio Scopa; Cesare Ramadori, consigliere di amministrazione e amministratore delegato della società del gruppo Toto; Gino Lai, direttore generale e procuratore speciale; i responsabili della direzione tecnica che si alternarono negli anni, Marco Rocchi, Mario Bellesia e Gabriele Nati; e Marco Pellicciardi, responsabile del settore viabilità, manutenzione e ambiente, quello che si occupa delle attività di «progettazione, affidamento ed esecuzione di ogni singolo intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria» sui vari tratti interessati dall’inchiesta.
La costituzione di parte civile è stata chiesta da ministero delle Infrastrutture, Anas, e associazioni Codacons e Cittadinanzattiva. Pronta la risposta del nutrito collegio difensivo che si è opposto con motivazioni diverse che ora sono al vaglio del giudice che si è riservato la decisione per l’udienza prossima. «I consumatori», dice l’avvocato Domenico Giordano di Cittadinanzattiva, «chiedono che l’autostrada sia gestita in maniera efficiente e con riduzione dei costi. Ci aspettiamo che, così come è accaduto in analoghi processi che si stanno tenendo in altre città, l’associazione venga ammessa nella costituzione di parte civile». Il collegio difensivo è comunque pronto a depositare una corposa documentazione a sostegno delle posizioni dei 7 indagati, che verrà posta all’attenzione del gup proprio dopo la sua decisione sulle parti civili. Al vaglio dei difensori anche la possibilità di riti alternativi, ma molto dipenderà da cosa deciderà il Tar del Lazio il prossimo 7 dicembre sul ripristino dell’affidamento della concessione al gruppo Toto, al momento estromesso dal ministero. (m.cir.)

