Viaggi, che cosa serve I documenti sono tre

Dal pass verde a quello nazionale: i chiarimenti a tutti i dubbi
PESCARA. I tre pass per spostarsi con la pandemia. Dal certificato verde, che già conosciamo, per gli spostamenti tra regioni arancioni e rosse, al pass nazionale fino ad arrivare a quello europeo.
Si definisce il quadro sugli spostamenti e a farlo è il premier Mario Draghi che ha fretta di spalancare le porte del Paese ai viaggiatori stranieri e rilanciare turismo ed economia. «È arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia», l’invito del presidente del Consiglio.
Ma andiamo per ordine, partendo da quello che sappiamo già e che è bene ribadire per orientarci su come muoverci ricordando che gli spostamenti tra regioni gialle e bianche sono liberi.
PASS VERDE
È il pass, introdotto dall’ultimo decreto, necessario per potersi spostare in entrata e in uscita dalle regioni in fascia arancione o rossa. Va subito chiarito un aspetto: per entrare e uscire dalle regioni in fascia arancione e rossa per motivi di lavoro, necessità, salute o per fare rientro nella residenza, domicilio o abitazione (seconda casa, per esempio) continua a essere sufficiente l’autocertificazione. Il certificato verde serve solo a chi si muove da o verso regioni arancioni o rosse per turismo o semplicemente per andare a trovare parenti o amici.
Il pass verde deve comprovare lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid, l’avvenuta guarigione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo nelle 48 ore precedenti. Potrà essere in formato cartaceo o digitale e avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti dal Covid e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo. Chi lo falsifica rischia anche il carcere.
In futuro il pass verde potrebbe essere usato anche per consentire l’accesso a eventi speciali, come ad esempio concerti straordinari con più spettatori di quelli indicati nel protocollo del ministero della Cultura.
COME AVERLO
La certificazione dell’avvenuta vaccinazione sarà compilata dalla struttura presso la quale è stato effettuato il vaccino. Il documento, che confluirà poi nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato, deve essere rilasciato quando il ciclo è completo, quindi quando è stata fatta anche la seconda dose, oppure anche solo la prima se il vaccino è quello di Johnson&Johnson.
Chi ha completato il ciclo di vaccinazione prima dell’entrata in vigore del nuovo provvedimento e non ha ricevuto alcuna certificazione, può farne richiesta alla struttura sanitaria o alla Regione o la Provincia. Per le persone guarite, il certificato sarà rilasciato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente o, per i non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Il pass, però, cessa di avere validità qualora l’interessato risulti successivamente di nuovo positivo al Covid. La certificazione del tampone negativo, invece, sarà rilasciata dalla struttura stessa che ha effettuato il test (strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate, farmacie, medici di medicina generale o pediatri).
PASS NAZIONALE
Il premier Draghi ha annunciato l’introduzione di un certificato verde nazionale, in vigore dalla seconda metà di maggio, che consentirà ai turisti europei di visitare l’Italia in attesa del green pass europeo.
Le regole per ottenerlo sono le stesse previste per potersi muovere tra regioni in fascia rossa o arancione: essere vaccinati o essere guariti dal coronavirus oppure essersi sottoposti a un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti al viaggio. «Le nostre montagne, le nostre spiagge, le nostre città stanno riaprendo», ha detto Draghi, «e non ho dubbi che il turismo riemergerà più forte di prima. È arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia, non vediamo l’ora di accogliervi di nuovo».
STOP QUARANTENA
L’apertura al turismo costringerà il governo a rivedere alcune regole attualmente in vigore (tra cui, probabilmente, anche quella del coprifuoco alle 22). La prima è l’ordinanza che definisce l’ingresso in Italia per chi proviene dall’estero e che scade il 15 maggio. Sarà modificata.
Ad oggi è previsto un tampone in entrata, quarantena di 5 giorni e un nuovo tampone per chi proviene dall’Unione europea e dalla Gran Bretagna. Per i cittadini che provengono da paesi extra Ue, cambia solo la durata della quarantena, che passa da 5 a 10 giorni. Mentre da Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka è vietato l’ingresso nel nostro Paese a prescindere dalla motivazione.
L’ipotesi sul tavolo del governo al momento è quella di liberalizzare gli ingressi (green pass e niente quarantena) dall’Unione Europea e da alcuni Paesi in cui le vaccinazioni sono più avanti, come Stati Uniti e Israele. E mantenere le misure precauzionali per gli altri. Regole diverse per gli italiani che vogliono andare all’estero. In questi casi bisogna rispettare ancora le regole delle mete di destinazione, in attesa dell’operatività del green pass europeo.
PASS EUROPEO
Sarà pronto a partire dalla seconda metà di giugno per consentire ai turisti di circolare liberamente in Europa senza dover fare la quarantena. Anche in questo caso bisognerà dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone. «Noi dobbiamo offrire regole chiare, semplici per garantire che i turisti possano venire da noi in sicurezza», ha detto il premier Draghi. «A partire dalla seconda metà di giugno sarà pronto il green pass europeo. Nell’attesa il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale, che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio. L’Italia è pronta a dar il benvenuto nel suo paese a tutto il mondo». «Dopo 17 mesi di stop abbiamo bisogno di ripartire», dicono gli operatori del turismo, «ma bisogna spingere sull’acceleratore, altrimenti rischiamo di essere bruciati dagli altri paesi europei sul rilancio del comparto».

