Viale Marconi, no all’indagine È scontro in consiglio comunale

L’appalto al rialzo, prova di forza del centrodestra che boccia (18-10) la proposta dell’opposizione Masci: «Progetto ereditato dal centrosinistra, faremo le verifiche e le faremo anche sui concerti»
PESCARA. No alla commissione speciale d’indagine sull’appalto al rialzo di viale Marconi. Ieri, con una prova di forza, la maggioranza di centrodestra ha bocciato la proposta dell’opposizione di centrosinistra: è finito 18 a 10 il voto sull’apertura di un’inchiesta del Comune sull’opera contestata. E in ogni caso, dopo due sedute saltate, non ci sarebbe stato più il tempo di partorire una verità sui costi raddoppiati – i lavori erano cominciati con una spesa prevista di 970mila euro e, alla fine, sono costati 1,7 milioni – perché il prossimo 23 aprile il consiglio comunale sarà sciolto e si riunirà soltanto per motivi straordinari. Ma il sindaco Carlo Masci (Forza Italia), in corsa per il secondo mandato alle elezioni del 9 giugno, ha detto che un faro su viale Marconi verrà acceso: «Noi siamo abituati a rispettare la legge tanto che nessuno ci ha potuto dire una parola», ha detto il sindaco con un attacco frontale al centrosinistra, «nella prossima consiliatura, faremo una commissione d’indagine su viale Marconi e un’altra sui concerti e sui grandi eventi del passato che hanno portato all’apertura di procedimenti penali su certi amministratori». Secondo Masci, se ci sono responsabilità su viale Marconi non sarebbero sue ma del centrosinistra.
Mentre vanno avanti i lavori della segnaletica per eliminare la corsia riservata ai bus in direzione sud con il ripristino dei parcheggi lato monti e l’avvio delle tre corsie al posto di 4, viale Marconi resta l’appalto della discordia e sarà di certo uno dei fronti della campagna elettorale: oltre alla lite politica costante culminata con le denunce all’Anac, residenti e commercianti si sono mobilitati fino a occupare la strada e, con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, hanno avviato una causa ancora pendente davanti al Consiglio di Stato.
«Quello che è stato fatto in viale Marconi è sotto gli occhi di tutti e i cittadini si aspettavano un’operazione trasparenza», ha detto Carlo Costantini, candidato sindaco del Pd, M5S e lista civica Radici in Comune, «il collaudo ha fatto scoprire pagamenti che non dovevano essere fatti per quasi 300mila euro ed errori come l’asfalto senza una base. Ecco perché era necessario verificare come sono stati spesi i soldi dei cittadini». «Non c’è bisogno di una commissione d’indagine per parlare dei disastri che sono stati fatti in città negli ultimi 5 anni», le parole di Paolo Sola del M5S. «Dalla maggioranza solo attacchi all’opposizione mentre chi è al governo dovrebbe dire quello che vuole fare per la città», ha affermato Marco Presutti del Pd.
Anche il sindaco è partito all’attacco: «Io sono favorevole alla commissione d’indagine su viale Marconi nella misura in cui c’è il tempo per verificare i fatti», ha detto Masci. «Su viale Marconi c’è chi ha rinnegato il suo progetto. Viale Marconi parte dal 2017, quando qualcuno ha pensato di realizzare le corsie riservate ai bus. La mia amministrazione si è trovata con un progetto approvato tre giorni prima delle elezioni del 2019 ed è stata costretta a portare avanti la gara d’appalto per non perdere un finanziamento pubblico. E il problema», ha detto Masci, «è sempre stato la corsia per i bus lato monti; ma adesso, con l’apertura di via Benedetto Croce, è stato possibile intervenire».

