Viale Marconi senza il collaudo In caso di danni paga il Comune

17 Dicembre 2023

Non sono state ancora fatte le verifiche tecniche a un anno dal termine dei lavori di riqualificazione Ma spunta un documento in cui l’amministrazione si assume la responsabilità di eventuali incidenti

PESCARA. Il 4 dicembre del 2022 venivano completati i lavori di trasformazione di viale Marconi in strada a quattro corsie. A più di un anno di distanza il collaudo, obbligatorio per legge, non è stato ancora fatto. E giovedì scorso, durante la seduta del consiglio comunale dedicata all’approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche e del bilancio di previsione, è scoppiata una bagarre in aula con l’opposizione che ha chiesto spiegazioni all’amministrazione comunale, ma da questa non è arrivata alcuna risposta. Intanto spunta un documento riservato in cui la giunta, durante la consegna dei lavori da parte dell’impresa incaricata, si assume la responsabilità di eventuali danni a persone o cose che dovessero verificarsi durante l’uso delle opere. In questo modo, in caso di incidente, il Comune potrebbe essere costretto a risarcire il danneggiato.
MANCA IL COLLAUDO È trascorso più di un anno dal termine dei lavori in viale Marconi e il collaudo non è stato ancora fatto, nonostante la legge dia tempo massimo sei mesi agli enti locali per farlo. Bisogna ricordare, in proposito, che il tecnico reclutato dall’amministrazione comunale all’inizio dell’anno, Pietro Grosso, per effettuare il collaudo di viale Marconi si era dimesso dall’incarico nel maggio scorso per motivi ignoti. Dopodiché, la giunta è riuscita a convincere il tecnico a fare retromarcia e così Grosso ad agosto ha ripreso di nuovo l’incarico. Ma da allora non si è più saputo nulla.
LO SCONTRO Su questa questione, giovedì scorso sono scoppiate le proteste in consiglio comunale. I consiglieri del centrosinistra, durante il dibattito sul Documento unico di programmazione e sul Piano triennale delle opere pubbliche, hanno chiesto spiegazioni all’amministrazione comunale in merito al ritardo nel collaudo, ma non hanno ottenuto risposta. Dura la critica del capogruppo del Pd Piero Giampietro. «La giunta Masci», ha detto, «non pensi di parlare del nuovo Piano triennale delle opere pubbliche scappando dalla principale opere pubblica della sua gestione, ovvero viale Marconi, ancora senza collaudo». «È passato un anno dalla fine dei lavori», ha affermato Giampietro, «e sono passati più di sei mesi dal termine di legge entro il quale bisognava collaudare un’opera che gli stessi assessori hanno detto essere stata modificata su precisa indicazione della maggioranza di centrodestra, con il risultato sotto gli occhi di tutti, un’opera che è iniziata addirittura prima che le carte fossero in regola con la perizia di variante». «Questo è il momento di chiarire, non di restare in silenzio», ha aggiunto.
IL DOCUMENTO Il 6 dicembre 2022, l’allora dirigente Fabrizio Trisi (finito agli arresti a giugno nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di mazzette e droga in Comune), il responsabile unico del procedimento Massimo Cantagallo e un legale rappresentante dell’impresa, la Rapino strade e ambiente, hanno firmato un verbale di presa in consegna anticipata dell’opera, ossia viale Marconi. All’interno del documento c’è scritto: «L’impresa appaltatrice, con la presente presa in consegna anticipata, viene sollevata da qualsiasi responsabilità per danni a persone o cose che dovessero verificarsi durante l’uso delle opere oggetto della consegna anticipata, mentre resta responsabile della cattiva qualità dei materiali impiegati...e dei difetti di costruzione che eventualmente venissero riscontrate». In questo modo, la responsabilità di eventuali danni sarà accollata al Comune.
PARLA L’ASSESSORE Ieri Albore Mascia è intervenuto per chiarire. «Ho sentito proprio stamattina Grosso», ha rivelato l’assessore contattato dal Centro, «mi ha detto che sta aspettando i risultati dei carotaggi sul’asfalto e mi ha assicurato che entro gennaio riuscirà a completare il collaudo».