«Vincolo per la biblioteca Barcaroli»

Città Sant’Angelo. Lo studioso D’Emilio sollecita la Soprintendenza per la consultazione dei volumi
CITTA’ SANT’ANGELO. Un vincolo per tutelare la biblioteca della famiglia Barcaroli: a chiederlo è l'appassionato e studioso Andrea D’Emilio che, già nel 2014, ha segnalato la situazione alla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e del Molise. L’abitazione di Ugo Barcaroli, nel centro storico di Città Sant’Angelo, di fronte alla scalinata di Sant’Agostino, custodisce una preziosa biblioteca con volumi, atti e manoscritti anche di fine ’700: tra le firme quelle di Nicola, Pasquale e Michelangelo Castagna. Ma gli eredi, dopo alcuni chiarimenti sulle modalità di consultazione dell’archivio, che resterebbe comunque privato ma a disposizione di studenti e ricercatori, non hanno risposto ai continui solleciti della soprintendenza e così la procedura si è bloccata. «In considerazione dell’attegiamento poco collaborativo della proprietà e in attesa di addivenire ad una situazione di maggiore accordo», ha scritto la soprintendente Elena Glielmo, «la Soprintendenza non ha ritenuto opportuno procedere alla dichiarazione in parola». Dopo il sopralluogo, a luglio 2013, di Maria Teresa Spinozzi, attualmente in pensione, è stato redatto un elenco di censimento in previsione della dichiarazione di interesse culturale. «Ma dal giugno 2014, quando è stato avviato il procedimento, si arriva al 2017», contesta D’Emilio, «ho pregato la Soprintendenza di riavviarlo, invano. Ed è passato un altro anno».
Il codice dei beni culturali prevede che il procedimento di dichiarazione spetti alla Soprintendenza: «Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore».
Nella comunicazione ai proprietari viene indicato un termine, non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni. Superata questa fase, la dichiarazione di interesse culturale viene notificata al proprietario. Dalla data della notifica è ammesso, entro 30 giorni, il ricorso al Ministero per motivi di legittimità e di merito. «Il ministero», conclude la norma «sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro 90 giorni dalla presentazione dello stesso». Ma per la biblioteca di Barcaroli non si è mai arrivati a questo punto. «La Soprintendenza ha avviato il procedimento per poi abbandonarlo», ricorda D'Emilio. «Se avvii il procedimento è perché ritieni l’Archivio un bene culturale da tutelare e valorizzare. E allora perché non concluderlo?» chiosa.
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