Vincono il concorso, ma non si presentano
I due medici che dovevano integrare il reparto di Ortopedia di Penne hanno disertato il colloquio
PENNE
L’ospedale San Massimo di Penne resta con sole tre unità mediche nel reparto di Ortopedia. I due medici che hanno risposto all’avviso pubblicato dalla Asl di Pescara, per integrare il reparto vestino dopo il pensionamento del dottor Antonino Liberi, infatti, non si sono presentati alla convocazione del colloquio. . La data di colloquio era stata fissata per mercoledì pomeriggio, ma all’ospedale di Pescara non si è presentato nessuno. Avviso deserto e bando di selezione da rifare, dunque. Il problema adesso è tutto per l’ospedale di Penne e per il suo reparto di Ortopedia, che deve continuare ad andare avanti a scartamento ridotto. Dopo l’avviso di colloquio andato deserto, adesso la Asl dovrebbe predisporre un nuovo bando e i tempi potrebbero dilatarsi fino a 8 mesi.
Anche la Regione, a questo punto, dovrebbe avallare l’operazione di introdurre nuovo personale nel reparto di Ortopedia vestino, cosa alquanto difficile se si considera il riordino e il depotenziamento a ospedale di area disagiata che pende sempre più sul presidio sanitario San Massimo di Penne. Dal primo gennaio scorso, infatti, i tre medici rimasti in servizio nel reparto di Ortopedia del San Massimo non sono infatti sufficienti a coprire tutti i turni e non possono sostenere la grande mole di lavoro svolto fino allo scorso anno.
In pratica, il reparto ospedaliero non può più accogliere degenti ordinari, ossia quei pazienti che hanno bisogno di essere ricoveri oltre gli orari di day hospital, poiché i tre medici rimasti in servizio - Domenico Palmieri, Ercole D’Amario e Giovanni Paolini - non riescono a garantire la guardia pomeridiana e la doppia reperibilità notturna.
Pertanto, le attività del reparto proseguiranno ancora a scartamento ridotto. Continuano a essere assicurati solo gli interventi in day surgery e l'attività ambulatoriale. Tutte le emergenze che necessitano di ricovero invece, non solo quelle notturne, sono sempre dirottate a Pescara.
Un vero peccato, se si considera che, nel 2017, l’Ortopedia del San Massimo ha fatto registrare numeri importantissimi, assolvendo bene ai compiti del reparto: sono state settemila le operazioni effettuate nell’ultimo anno, oltre ottomila le prestazioni ambulatoriali.
L’Ortopedia pennese, negli ultimi anni, si è distinta soprattutto per gli interventi su atleti professionisti di calcio e calcio a 5, come pure nell’utilizzo di tecniche innovative nel panorama sanitario regionale.
Nel novembre 2016, Domenico Palmieri, con il supporto dei colleghi Liberi e Paolini, ha effettuato un trapianto di tendine prelevato da un cadavere per ricostruire un legamento crociato anteriore.
Il depotenziamento medico dell’Ortopedia pennese, gioco forza, costringerà agli straordinari anche il reparto dell’ospedale civile di Pescara, oltre che creare disagio a tutta l’utenza del comprensorio vestino. (f.bel.)
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