Violentano una ragazza, niente carcere

Ai domiciliari due cugini: con altri tre giovani, ancora da identificare, hanno palpeggiato e picchiato una 21enne in discoteca
PESCARA. Una festa di compleanno in discoteca. Una serata con gli amici. Ma nel giro di pochi minuti è successo di tutto. Una 21enne è stata accerchiata da cinque giovani che l’hanno bloccata e poi hanno cominciato a toccarla ovunque. Inutile il tentativo della sorella 18enne di salvarla perché la reazione è stata violenta, tra insulti e pugni. Una serata da incubo per le due sorelle che quella notte, tra il 13 e il 14 febbraio, si sono rivolte alla polizia nella speranza che gli autori venissero identificati e presi. E ieri la squadra mobile ne ha arrestati due: sono i cugini Francesco e Andrea Lombardi, il primo di 22 anni, residente a Cepagatti, e il secondo di 25 anni, residente a Manoppello, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine. Devono rispondere di violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate. Una «condotta turpe», sottolinea il giudice Gianluca Sarandrea nel provvedimento di arresto. Ma, pur riconoscendo la «gravità» dell’accaduto, la «personalità violenta» dei due e il pericolo che si possano verificare di nuovo episodi simili, ha disposto per entrambi i arresti domiciliari, non condividendo la richiesta della Procura di condurre i due in carcere.
Nelle parole delle due vittime il racconto, lucido e dettagliato, delle violenze, avvenute dentro la discoteca Megà. Un racconto che ha consentito agli uomini della Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, di identificare due dei cinque aggressori, basandosi su testimonianze e riconoscimento fotografico. «Sono stata accerchiata da un gruppo di almeno cinque giovani», ha riferito la più grande. «Uno mi ha afferrato per il polso e mi ha trascinata nel gruppo di uomini». Subito dopo hanno cominciato a toccarla «in qualunque parte del corpo, compreso il seno e i genitali». La 21enne ha visto «molte mani contemporaneamente» muoversi sul suo corpo, mentre sentiva apprezzamenti e inviti a bere qualcosa. Non è riuscita a sottrarsi al palpeggiamento «perché uno mi tratteneva con forza». Inutili le richieste di aiuto, perché il volume della musica era alto e nessuno l’ha sentita. A un certo punto, è intervenuta la sorella 18enne che ha chiesto a uno dei giovani il motivo di tanta violenza. Per tutta risposta, uno l’ha insultata mentre un altro l’ha colpita «con un pugno sul volto gettandole addosso il cocktail che teneva in mano», facendolo schizzare via l’apparecchio acustico.
Le due hanno cominciato a «tirare calci» in direzione degli aggressori, ma hanno avuto la peggio. E il bilancio è stato pesante, a livello fisico. La 21enne si è ritrovata con un dente rotto, un graffio sotto l’occhio sinistro, una forte contusione al ginocchio e un trauma distorsivo al collo, mentre la sorella ha riportato una contusione sul volto.
«Mia sorella cercava di liberarsi, ma non riusciva a fuggire dall’accerchiamento», ha spiegato la 18enne rivedendo quella scena passarle davanti agli occhi. Ha provato a intromettersi e si è sentiva dire con arroganza «Vatti a uccidere». Nel frattempo, ha detto ancora, è nato un corpo a corpo tra la più grande, che veniva schiaffeggiata, e uno del gruppo. «Non ho capito più niente, mi sono spaventata perché erano in cinque contro due ragazze», ha proseguito la più piccola. «Quello che mi aveva insultato mi ha spinto via forte: ho opposto resistenza e lui mi ha tirato un cazzotto sul volto facendomi perdere l’apparecchio acustico e mi ha buttato il cocktail in faccia».
Sono finite entrambe in ospedale: la più grande è stata giudicata guaribile in dieci giorni, l’altra in sette.
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