Violentata davanti all’amico Arrestato il secondo uomo

La polizia individua il responsabile dell’aggressione di febbraio sulla Tiburtina Una 22enne stuprata nella notte dopo essersi appartata in un capannone
PESCARA. Violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata e lesioni. Sono i reati di cui deve rispondere un tunisino di 35 anni, Bilel Ouerghemmi, già conosciuto alle forze dell’ordine, che la polizia ha arrestato ieri su disposizione del giudice per le indagini preliminari Elio Bongrazio (la richiesta è del pubblico ministero Rosangela Di Stefano). L’episodio di cui si è reso responsabile, per l’accusa, è avvenuto la sera del 28 febbraio quando una 22enne di Pescara è stata violentata sotto gli occhi di un amico da due uomini negli spazi del Piper, un capannone sulla Tiburtina che viene utilizzato quotidianamente da disperati e tossicodipendenti. Uno dei due presunti responsabili era stato già arrestato a giugno e si tratta di El Amri Driss, 22 anni, nato in Marocco ma residente in provincia di Bari e domiciliato a Pescara.
All’epoca mancavano degli elementi per incastrare il secondo uomo di cui avevano parlato la vittima e l’amico che era con lei quella sera. Alcune indicazioni, però, sono arrivate dal marocchino e hanno fatto ripartire le indagini della squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, che ha riascoltato le vittime e raccolto una nuova testimonianza.
Questi i fatti. Sono all’incirca le 23 quando la 22enne e l’amico raggiungono il Piper per acquistare e consumare cocaina. Lì avviene l’incontro con i due sconosciuti che inizialmente appaiono tranquilli, interessati alla droga, e poi si mostrano violenti. Uno dei due, che sarebbe El Amri, blocca a terra l’amico della 22enne e comincia a picchiarlo, prendendolo a calci e pugni, immobilizzandolo. L’altro straniero se la prende con la 22enne. La blocca contro un pilastro, si abbassa i pantaloni e la costringe ad avere un rapporto sessuale. Lei piange, lo supplica di lasciarla libera ma lo sconosciuto la minaccia di picchiarla. L’incubo finisce quando l’amico riesce a liberarsi dalla presa dell’aggressore, afferra la ragazza e la porta via da lì, sulla Tiburtina. Nella fuga la 22enne lascia il giubbino, con portafogli e cellulare. Poco dopo la coppia si accorge di essere seguita dai due balordi incontrati al Piper, che restituiscono il giubbino e ironizzano sull’accaduto come se le violenze potessero proseguire.
La 22enne, dopo aver chiesto aiuto al padre, si rivolge alla polizia e racconta tutto. Le immagini delle telecamere posizionate sulla Tiburtina, insieme alle testimonianze, permettono alla Mobile di risalire a El Amri, che viene arrestato. Ma resta da individuare il suo complice. E le indagini proseguono per chiudere il caso. Ieri è stata scritta la parola fine, quando Ouerghemmi è stato prelevato a casa, a Montesilvano, dove era ai domiciliari per furto. Ed è finito in carcere.
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