Violenza contro le donne: tutte le novità della legge

8 Novembre 2023

In poco più di un anno sette femminicidi, la Regione aggiorna il testo di 17 anni fa Nascono le case di semiautonomia: daranno ospitalità temporanea anche ai figli

In Abruzzo, in poco più di un anno, ci sono state 7 vittime di femminicidio. E sono in crescita anche i cosiddetti “reati spia”, che sono quelli da tenere sotto controllo prima che si arrivi alle estreme conseguenze. Secondo dati elaborati dalla consigliera regionale Sara Marcozzi (Forza Italia) – firmataria, insieme a Mario Quaglieri di Fratelli d’Italia, della proposta per modificare l’attuale legge regionale, la 31 del 2006, che disciplina la promozione e il sostegno ai centri antiviolenza e alle case di accoglienza alle donne maltrattate – questo il quadro in Abruzzo.
numeri in crescita
I dati per l’Abruzzo, aggiornati al 2022, prendono in esame l’incidenza di questo tipo di delitti, vale a dire il rapporto tra numero di reati commessi e popolazione residente nel territorio, ogni 100mila abitanti. Per lo stalking il dato è di 30,39 (superiore alla media nazionale); per i maltrattamenti contro familiari e conviventi: 34,12 (poco sotto la media nazionale); per le violenze sessuali: 6,56 (sotto la media nazionale). Il report però, come fa osservare la consigliera Marcozzi, «sottolinea che, come andamento nazionale, tutti i tre reati in oggetto sono in chiaro aumento». Da qui la necessità di accelerare i tempi per portare, in una delle prossime sedute del consiglio regionale, il testo della nuova legge da approvare, con le modifiche e le innovazioni che adeguano il vecchio riferimento normativo (di 17 anni fa) alle attuali esigenze, in armonia con le più recenti disposizioni sia nazionali sia sovranazionali.
le novità della legge
Il provvedimento si compone di 13 articoli. Le modifiche proposte vanno a incidere sui princìpi, le finalità, i progetti antiviolenza, i criteri per la concessione dei contributi, i centri antiviolenza, le case di accoglienza e le attività connesse. Le innovazioni principali riguardano l’introduzione della cabina di regia; le case di semiautonomia accanto a centri antiviolenza e case di accoglienza; il piano triennale degli interventi e delle misure per contrastare la violenza sulle donne; il sostegno per il patrocinio legale e l’osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne.
cabina di regia
In particolare, viene introdotta, sotto la presidenza della giunta regionale, la cabina di regia per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne, con i seguenti compiti: coordinare gli interventi e le misure previsti dalle legge per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e il sostegno ai loro figli e formulare proposte alla giunta regionale sulla predisposizione del piano triennale, che fissa gli biettivi, stabilisce i criteri per il coordinamento degli interventi e l’ammontare delle risorse.
la rete antiviolenza
Compito della cabina di regia è anche quello di promuovere l’attivazione di una rete regionale antiviolenza di cui fanno parte le istituzioni, gli enti pubblici e privati, le reti locali nonché le associazioni operanti nel settore. Infine, la cabina di regia deve assicurare il raccordo con la rete nazionale antiviolenza e censire i soggetti operanti nel settore che non risultano beneficiari di finanziamenti regionali.
tre tipi di strutture
La nuova legge individua, inoltre, tre tipologie di strutture antiviolenza introducendo le case di semiautonomia accanto ai centri antiviolenza e alle case di accoglienza. Si stabilisce che le strutture antiviolenza sono strutture pubbliche o private, disciplinate da un proprio regolamento interno, gestite da enti e associazioni che hanno tra gli scopi statutari essenzialmente la lotta a ogni forma di violenza contro le donne e i minori.
semiautonomia
Le case di semiautonomia, di nuova introduzione, sono strutture di ospitalità temporanea , di secondo livello, per le donne vittime di violenza e i loro figli minori che non si trovano in condizione di pericolo immediato a causa della violenza, necessitano di un periodo limitato di tempo per compiere il percorso di uscita dalla violenza e non hanno raggiunto, al momento della dimissione dai centri antiviolenza, la piena autonomia per motivi psicologici, culturali, educativi, legali ed economici. Il trasferimento nelle case di semiautonomia avviene attraverso i centri antiviolenza in raccordo con la rete dei servizi sociali del territorio e la permanenza in queste case richiede una compartecipazione delle donne alle spese del vitto e delle utenze per il proprio nucleo, in proporzione alle proprie possibilità economiche.
sostegno al patrocinio legale
Altra importante novità che il progetto di legge introduce è costituita dal sostegno per il patrocinio legale. La Regione, infatti, sostiene le donne vittime di violenza fisica, sessuale, maltrattamenti e atti persecutori contribuendo alle spese di assistenza legale sia in ambito civile sia penale. La Regione stipulerà un protocollo d’intesa con gli Ordini degli avvocati dei Fori d’Abruzzo al fine di predisporre un elenco di professionisti con esperienza e formazione nel settore. Chi sarà inserito nell’elenco s’impegnerà a praticare, a titolo di compenso professionale, i parametri forensi nell’importo minimo, con parcella vidimata dall’Ordine di appartenenza.
nasce l’osservatorio
Prevista l’introduzione dell’Osservatorio regionale, con compiti di rilevazione, analisi e monitoraggio.
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