Violenza sessuale ed estorsione: pescarese denunciato dalla ex

8 Febbraio 2024

Tra gli episodi riferiti dalla 22enne ai carabinieri, un’aggressione del giovane sul posto di lavoro Il pm: «Molestando e minacciando la vittima, le ha cagionato un grave stato di ansia e paura»

PESCARA. Violenza sessuale, estorsione, atti persecutori: sono le accuse dalle quali si deve difendere un pescarese di 39 anni finito sotto processo per una brutta storia legata a una relazione con una ragazza all'epoca 22enne.
Un rapporto violento, ora all’attenzione del collegio del tribunale che sta vagliando le posizioni di accusa e difesa per arrivare a una decisione. Nella vicenda entrano foto e filmati hard scambiati tra i due; la minaccia di lui di renderli pubblici qualora la ragazza non avesse esaudito le sue richieste; rapporti completi che la ragazza sarebbe stata costretta a subire; finti profili Instagram dove sarebbe stato pubblicato il fondoschiena nudo della ragazza e, infine, la cocaina della quale l'uomo faceva uso in quel periodo: droga che anche la ragazza avrebbe assunto, ma per poco, grazie all’intervento della madre.
Una storia che sembrava essere chiusa, ma che poi la ragazza avrebbe accettato di riprendere, anche se per poco, prima di decidere di abbandonare definitivamente quel rapporto e presentare una denuncia ai carabinieri.
«Bastava che postassi una foto su un social per essere appellata “zo..., tr...”», riferisce la parte offesa ai militari. «Nonostante “l’evidenza dei fatti, piano piano, inconsapevolmente mi sono ritrovata a vivere un vero e proprio rapporto malato poiché da una parte subivo le angherie e dall’altra ne ero succube».
La giovane racconta ai giudici anche di un episodio in cui l’imputato la raggiunse sul luogo di lavoro per poi trascinarla fuori per i capelli: qualcuno della vigilanza chiamò i carabinieri, ma poi fu lei stessa a dire che si trattava di una semplice lite tra fidanzati. «Un’altra cosa che mi fece molto soffrire e sentire umiliata», riferisce la vittima ai militari che raccolsero la sua denuncia, «è stata la circostanza che lo stesso, mentre frequentava me era fidanzato e di seguito si è anche sposato». La storia è circoscritta al periodo da maggio a novembre del 2020. E proprio durante la pandemia, quando non era consentito uscire, la ragazza cedette a una richiesta dell’imputato, girando dei suoi video “sessualmente espliciti” e inviandoli a quello che era il suo fidanzato. Quei video sarebbero poi diventati oggetto di estorsione, stando almeno a quanto il pm Anna Benigni contesta all’imputato.
«Molestando e minacciando reiteratamente», si legge nell’imputazione, «anche per mezzo di numerosissimi messaggi inviati tramite i propri supporti informatici e telefonici, la vittima, con la quale in passato aveva intrattenuto una relazione sentimentale, di diffondere sul web o comunque ad altre persone, e di rendere di pubblico dominio video e fotografie a contenuto sessualmente esplicito ritraenti parti del corpo anche intime della vittima e da questa in precedenza messegli a disposizione, se non avesse adempiuto alle sue richieste di denaro e di prestazioni sessuali... cagionavano alla stessa un perdurante e grave stato di ansia e paura». Con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di una persona alla quale era stato legato dal 2016 da una relazione affettiva e di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici e telematici. Davanti ai giudici, nella prossima udienza di giugno, sfileranno i testi della parte civile.