Violenza sessuale in Comune: Maragno testimonia in tribunale

L’ex sindaco all’udienza a carico di Costantino Di Donato, poi licenziato: «Avvisai i carabinieri» La presunta vittima: «Mi disse che gli serviva una interprete, andai nel suo ufficio per il contratto»
MONTESILVANO. Sfilata di testimoni dell’accusa, con in testa l’ex sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, nel processo per violenza sessuale a carico dell’ex dirigente dello stesso ente, l'ingegnere Costantino Di Donato, che per questa vicenda venne licenziato.
L’ex dipendente è accusato di aver portato una romena nel suo ufficio, in giornata di chiusura, con la scusa di farle sottoscrivere un contratto di lavoro, per poi invece cercare di abusare di lei. Una vicenda che venne portata all’attenzione dei carabinieri di Montesilvano dallo stesso Maragno.
L’EX SINDACO. «Da tempo ero stato informato che Di Donato», ha detto l'ex sindaco al collegio, «aveva l’abitudine di intrattenersi con le donne in ufficio fuori l’orario di lavoro. Ne parlai anche con il comandante dei carabinieri che mandò delle pattuglie per periodici controlli nei pressi di palazzo Baldoni. Una volta aveva anche lasciato le luci del suo ufficio accese, ma non eravamo mai riusciti a coglierlo sul fatto perché ogni volta arrivavamo tardi: lui se ne era già andato. Avevo ricevuto segnalazioni anche dalla scuola di musica che si trova proprio di fronte al Comune, dove peraltro ci sono bambini piccoli, dalle cui finestre si vedeva l’ufficio». Quel 13 febbraio del 2016, che era un sabato e gli uffici erano chiusi, l'ex sindaco venne informato che Di Donato era in ufficio con una donna. «Avvisai i carabinieri», prosegue Maragno, «ma visto che ci era sfuggito altre volte, chiamai subito la polizia municipale e insieme andammo a verificare prima che arrivassero i carabinieri. Fu il comandante della municipale, Casale, a entrare per primo negli uffici dopo aver energicamente bussato alla porta che era chiusa. Venne ad aprire lo stesso Di Donato: notai che aveva la cinta dei pantaloni slacciata ed era agitato. Cercò in tutti i modi di provocarmi dicendo: “Che sei venuto a fare?”, con tono acceso. Quando entrammo, notammo la donna seduta sul divanetto dell’ufficio di Di Donato molto imbarazzata e turbata che cercava di ricomporsi. Poi arrivarono i carabinieri». Prima di Maragno era stata la stessa parte offesa, costituita parte civile, a fare la sua deposizione.
LA PRESUNTA VITTIMA. La donna ha ricostruito puntualmente l’intera vicenda, da quando cioè delle amiche le dissero che c’era quel signore che cercava una straniera per lavoro e poi il contatto avuto con Di Donato.
«Ci vedemmo in un bar a piazza Salotto, mi disse che gli serviva una interprete e mi disse di portargli i documenti per fare il contratto nel suo ufficio». In quella stanza di Palazzo Baldoni, stando al racconto della donna, l’imputato le avrebbe chiesto di sedersi sulle sue gambe, poi si sarebbe andato a sedere sul divano e avrebbe invitato la donna a seguirlo. E lì, stando alle accuse, l’avrebbe “presa dai fianchi cercando di farla sedere sulle sue gambe e, di fronte alla resistenza della donna, tenendola con forza per le braccia, baciandola sulle labbra contro la sua volontà e palpeggiandole il seno e le gambe, avrebbe costretto la donna a subire atti sessuali”.
L’INTIMIDAZIONE. Sia i carabinieri, che i vigili urbani sentiti avrebbero riferito al collegio del nervosismo di Di Donato e dello stato traumatizzato della donna che avrebbe ricevuto anche un gesto intimidatorio dall’imputato mentre veniva allontanato dai militari: un gesto con la mano sul collo che stava a significare, secondo gli investigatori, che le avrebbe tagliato la gola.
LA DIFESA. Il difensore, l'avvocato Augusto La Morgia, ha cercato di portare il teste Maragno a evidenziare l’astio che l'ex sindaco aveva con Di Donato (che ha perso peraltro tutte le cause per la sua riassunzione), ma il presidente del Collegio, Villani, glielo ha impedito in quanto erano fatti non attinenti al processo. La prossima udienza del 7 ottobre dovrebbe servire per l’esame dell'imputato e per ascoltare i testi della difesa.
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