Violenza sulle donne, a teatro tre storie vere

20 Febbraio 2019

Questa sera e domani all’Aurum va in scena “Sguardi svelati” in collaborazione con polizia e Comune

PESCARA. Oggi e domani all’Aurum, ore 21, andrà in onda “Sguardi Svelati (appassionate confessioni ad occhi chiusi)”, lo spettacolo teatrale contro la violenza di genere, ideato e diretto da Maria Paola Lanzillotti, con Lina Colantoni, Simona Barba e il Maestro Marco Rosini che ha curato le musiche, presentato da Kairos Ensemble, in collaborazione con la Polizia di Stato e con il patrocinio del Comune.
Un testo scritto da Maria Paola Lanzillotti e Simona Barba, tratto da storie vere, come spiega la regista e interprete Lanzillotti: «La drammaturgia dello spettacolo nasce su storie reali, un progetto che è importante per noi come donne, madri e artiste. Sentiamo il bisogno di denunciare attraverso il teatro ciò che accade, perché la violenza contro le donne è un’emergenza sociale. Lo spettacolo si articola come racconto di tre donne che si fanno una domanda: come fa una donna vittima di violenza e scampata alla morte ad andare avanti? A riacquistare la propria libertà e a riprendere in mano alla propria vita? Su questa domanda abbiamo scritto lo spettacolo. La cosa a cui teniamo è che questo progetto venga acquisito dalle scuole, perché l’educazione è importante, come lo è parlare ai ragazzi. Far conoscere ai giovani un progetto simile significa aprire la loro comprensione di ciò che amore non è, dare un senso alle parole».
«Metto tutta me stessa nel progetto», dice Lina Colantoni, «perché passi il messaggio che la violenza va denunciata, detta, e non si può far finta di niente». «Per me è una doppia veste di scrittrice e sceneggiatrice», interviene Simona Barba, «è stato importante perché l’arte è un momento di resistenza e noi stiamo cercando di resistere a ciò che accade alla società, un qualcosa a cui purtroppo tutti ci stiamo abituando. Ciò che accade alle donne che subiscono violenza è un fatto privato che se resta tale non riuscirà ad emergere e ad essere affrontato. Qualsiasi cosa, una morte, una violenza, è una sconfitta per tutti».
«Abbiamo usato toni a tratti forti e a tratti rispettosi dell’intimità delle storie per fare crescere la curiosità nel pubblico», spiega Leonardo Dooderman, titolare della comunicazione dello spettacolo, «un linguaggio che esalta l’umanità delle attrici, per renderle riconoscibili, uno specchio alle storie di ognuna in cui identificarsi. Grazie anche all’ispettore Cinzia Di Cintio della Polizia che collabora al progetto e a Susanna Di Lorito della Galleria arte Pentagono che ci ha seguito, questa nostra azione necessaria a sensibilizzare e dare coraggio alle donne per fare outing. Speriamo così di essere portatori di autostima, coraggio e sicurezza per queste donne, perché varchino la soglia non solo delle questure ma anche quella dell’imbarazzo con sé stesse nell’affrontare le vessazioni».
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