Violenze anche tra gli adolescenti

Polizia protagonista di una campagna di sensibilizzazione: bisogna denunciare
PESCARA. Accettano di essere maltrattate dai compagni, giovani o adulti che siano. Non si ribellano, non denunciano. Subiscono. E sono sempre più giovani, perfino adolescenti, che pur apparendo forti e mature accettano di essere trattate come oggetti. E quindi cedono il telefono al fidanzatino di turno per fargli leggere messaggi e contenuti dei social, poi rispettano il divieto di uscire e infine si fanno prendere a schiaffi. Sono convinte che quello sia amore, così come lo sono le donne più mature, che ingoiano il rospo per una vita. È lo spaccato che emerge dai tanti incontri promossi dalla questura di Pescara nell’ambito della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e lo stalking. Un camper della polizia ha raggiunto, e continuerà a farlo, una serie di piazze per parlare del fenomeno e farlo emergere. E sono tanti gli incontri che questo gruppo svolge nelle scuole, all’università o su richiesta di associazioni.
Un primo risultato c’è stato, per la squadra mobile: anche se non c’è un dato statistico, è stato registrato un aumento esponenziale di denunce e segnalazioni, ad esempio da parte delle scuole, dei familiari delle vittime. Alla base delle violenze sulle donne, ripete chi ha studiato la materia, c’è un fenomeno culturale tutto italiano, per cui serve un cambio di mentalità.
I consigli della polizia sono diversi, a seconda dei casi: si può sporgere denuncia (a cui seguono accertamenti), ma c’è anche l’ammonimento e si può chiedere aiuto ai centri anti violenza. Quando il rischio è concreto bisogna rivolgersi a 112 e 113, non agli amici. E ancora: evitare di presentarsi agli ultimi appuntamenti, che possono essere fatali, e di farsi trovare da soli. Un ruolo importante possono e devono svolgerlo scuola e famiglia, a cui la polizia chiede di farsi carico del problema. Perché quando intervengono le forze dell’ordine è per reprimere. (f.bu.)
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