«Vogliamo sapere cosa accadrà»

L’ultimo appello dei familiari lanciato su Facebook: chiarezza sulle prossime tappe
PESCARA. La pagina Facebook chiamata Rigopiano, in attesa del fiore è ferma al 21 maggio scorso, giorno dell’ultima udienza sulla tragedia del 18 gennaio 2017 in cui, sotto le macerie del resort di Farindola, morirono 29 persone. Per ora, i familiari restano in silenzio. Questo il post affidato dai parenti delle 29 vittime alla piazza virtuale di Facebook un mese fa: «Oggi ennesimo rinvio, al 25 giugno prossimo, ma piano piano tutti gli sforzi, i sacrifici e le attese di 4 anni di dolore e speranza nella giustizia stanno per volgere al termine». Da quel 21 maggio, i parenti contano i giorni per l’udienza successiva ma anche stavolta è in arrivo un niente di fatto. «Dalla prossima udienza», così recita il messaggio di un mese fa, «si saprà il destino di questo processo, degli imputati, dei colpevoli e di quelle famiglie che non hanno mai smesso di credere nella giustizia per i propri cari». Nel procedimento su Rigopiano, sono presenti quasi 250 parti interessate tra imputati (30), parti civili (circa 150) e decine di avvocati.

