Vogliono riaccendere il vecchio cementificio

L’asta per la vendita dell’impianto si terrà la prossima settimana Regione, Provincia e Comune mobilitate per impedire la ripresa dell’attività
PESCARA . C’è un’asta, programmata per la prossima settimana, per la vendita del cementificio di via Raiale. A partecipare sono alcune ditte che dopo due anni di stop dell’attività, sarebbero interessate a riaccendere il contestatissimo impianto produttivo.
Dopo due anni di aria pulita, dunque, gli abitanti di via Raiale, potrebbero presto ritrovarsi di nuovo con i tetti coperti dall’inconfondibile polvere grigiastra. La buona notizia, stavolta, è che tutte le istituzioni, Regione, Provincia e Comune, sono scese in campo per scongiurare questa eventualità. «Si deve fare di tutto», dice il vice sindaco, Antonio Blasioli, «perché ciò non accada. È un risultato tenerlo chiuso, e un risultato doppio riconquistare quell’area, ma principalmente bisogna evitare questo contropiede improvviso».
E già, perché nessuno si aspettava una fuga in avanti di questo tipo, soprattutto i residenti del quartiere che per anni hanno convissuto col grigio. Grigio sui tetti, grigio sulle auto corrose dalla polvere di cemento, grigie persino le foglie degli alberi che crescevano nella zona.
Dopo la chiusura dell’impianto, costata il posto di lavoro agli ultimi 13 operai rimasti, gli abitanti di via Raiale erano in attesa dell’abbattimento del manufatto, che ancora si staglia sullo skyline della città, e della riqualificazione dell’area.
A fronte del rischio di una ripresa dell’attività Regione, Provincia e Comune, insieme, dicono no alla riaccensione dell’impianto. «La sua funzione produttiva è esaurita», dicono i rappresentanti istituzionali, «e lavoreremo per restituire quegli spazi alla città».
«Le istituzioni sono mobilitate», assicura il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza, «perché la struttura dell’ex cementificio venga riconsegnata alla città di Pescara e trovi una destinazione nuova, diversa da quella produttiva. Stop cemento al cementificio. L’area», prosegue, «ha già avuto un suo periodo dedicato all’industria, e ha già dato molto come produzione in larga scala del cemento. Oggi il contesto urbano in cui quei volumi sono ubicati è profondamente cambiato», aggiunge D’Alessandro, «e nessuna collaborazione da parte delle istituzioni potrà mai essere assicurata sul fronte del recupero della vita produttiva del cemento».
Secondo il coordinatore di maggioranza alla Regione, «la riqualificazione delle città cammina su altri binari, che non possono essere ignorati o subordinati a priorità diverse dal recupero urbano sostenibile e da nuove funzioni in linea con modelli di sviluppo che ci allineano a realtà europee e buone pratiche».
Alla presa di posizione di D’Alessandro segue quella di Antonio Di Marco. «È indispensabile riconvertire quegli spazi e dare nuova vita ad un complesso che ha esaurito la sua funzione produttiva originaria», sostiene infatti il presidente della Provincia di Pescara . «La Provincia è disponibile a condividere un progetto nuovo per il futuro di quello che è stato il cementificio», assicura, «e che dovrà essere un luogo per il quale pensare a una nuova funzione. Un obiettivo, quello di metterlo a disposizione della città, a cui saremo lieti e pronti a lavorare insieme».
Come spiega invece il vice sindaco e assessore ai al lavori pubblici, Antonio Blasioli, «Regione, Provincia e Comune condividono l’idea che quell’area torni a essere della città . Si tratta di un obiettivo condiviso dalle istituzioni, da concretizzare attraverso un cammino di riappropriazione e di riqualificazione che sia capace di farne uno spazio vivibile e sostenibile a servizio di tutti, che dobbiamo perorare soprattutto in queste ore in cui è in trattativa l’acquisto della struttura e una sua riaccensione. Invece», suggerisce, «quello spazio deve rinascere con una funzione diversa da quella del passato». I presupposti perché questo possa accadere ci sono tutti, dice, e «l’unica cosa da rimettere in moto sono le idee perché questo orizzonte si avvicini sempre di più. Si tratta di un traguardo su cui è necessario puntare gli sforzi», conclude Blasioli, «una sfida che unisce chiare volontà istituzionali e ci impegna per il bene della comunità».
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