Voli, raddoppiate le tariffe E partono pochi abruzzesi

25 Maggio 2022

In 12 mesi aumentati i costi di tutti i trasporti. E verso l’estero pesa l’incertezza Ippoliti: «Ripresa a rilento, meno 70 per cento di prenotazioni rispetto al 2019» 

PESCARA. È il settore dei trasporti quello più colpito dai rincari dovuti alla crisi energetica, al caro carburante e alla guerra in Ucraina. Lo certifica l’Istat, che mette i voli in testa a prodotti e servizi che più hanno subìto aumenti: in un anno il prezzo per salire in aereo è quasi raddoppiato.
Così la stangata va a incidere anche sulla ripartenza del settore dei viaggi dall’Abruzzo, soprattutto quelli verso l’estero, che stenta a decollare. Quest’estate, secondo Quinto Ippoliti, uno dei punti di riferimento delle agenzie di viaggi in regione, gli abruzzesi che partiranno per l’estero saranno infatti il 60/70% in meno rispetto a quelli del 2019, nonostante le richieste di preventivi siano tantissimi, «perché dopo il Covid c’è voglia di tornare a viaggiare».
I RINCARI NEI TRASPORTI
Il dato Istat è allarmante: il prezzo dei voli europei è cresciuto del 91% in un anno, il prezzo di quelli internazionali dell’80%. Nessun servizio o prodotto ha visto una stangata del genere: nemmeno l’energia elettrica, il gas e il carburante, che sono tra le cause principali dell’impennata delle tariffe aeree, insieme alle conseguenze delle tensioni internazionali e agli strascichi di due anni di pandemia da Covid e di restrizioni nei viaggi.
Ma è tutto il settore dei trasporti a registrare aumenti importanti, secondo i dati dell’Istat: dal noleggio di mezzi di trasporto (+28% in un anno) al trasporto marittimo (+19%), passando per autocaravan e caravan (+14%). Per chi si sposta in macchina, invece, valgono direttamente gli aumenti del 23% per il gasolio, del 13% per la benzina e del 46% per gpl e metano.
E poi ci sono i rincari come conseguenza del caro energia e della carenza di materie prime: quelli che coinvolgono ristoranti e strutture ricettive e che poi finiscono inevitabilmente anche sul preventivo per il viaggio.
LA RIPARTENZA NON DECOLLA
«Quella che stiamo vedendo non è la ripartenza che ci aspettavamo dopo due anni di stop per la pandemia», dice Ippoliti, ex presidente di lungo corso dell’associazione di categoria Fivet e ancora oggi uno dei punti di riferimento delle agenzie viaggi abruzzesi, «c’è infatti ancora un grosso punto interrogativo. Il numero delle prenotazioni degli abruzzesi per l’estate sembra ancora del 60/70% inferiore rispetto al 2019, quindi prima della pandemia».
Continua l’agente di viaggi pescarese: «Questo accade nonostante le richieste di preventivi siano tantissime e anche per lunghi periodi e in località lontane, segno che c’è una grande voglia di tornare a viaggiare. Ma si conclude poco rispetto al grande interesse. C’è ancora infatti una incertezza generale, che genera timori. Gli abruzzesi, in altre parole, in questa fase sembrano indecisi sulla partenza per mete lontane. Dobbiamo tranquillizzare chi vuole partire: la sicurezza c’è sempre stata grazie al rispetto dei protocolli e c’è ancora oggi».
Quindi sui rincari: «Hanno sicuramente influito, almeno in parte, gli aumenti nei costi, che ci sono stati anche in questo settore e che sono stati importanti: mediamente possiamo dire che viaggiare costa il 10/15% in più, ma dipende dalle destinazioni, perché ce ne sono alcune particolarmente colpite dall’impennata dei prezzi, altre appena sfiorate. Sono però cresciuti i prezzi di voli, treni, traghetti e trasporti in genere».
LE METE CHE SI SALVANO
Anche se si parte meno del previsto, tanti abruzzesi hanno comunque programmato le proprie vacanze all’estero per l’estate.
«Al momento la meta più gettonata è forse la Giordania: è quella più di moda», spiega Ippoliti, continuando: «È sempre forte anche l’Irlanda, mentre si vede una ripresa di Parigi come destinazione turistica. Le crociere vanno ancora bene, hanno tenuto: ora non serve più nemmeno il Green pass per imbarcarsi e questo potrebbe dare un’ulteriore spinta». Poi verso altre località italiane: «Le mete preferite dagli abruzzesi per le vacanze estive fuori dalla regione sono ancora Salento, Sardegna e Sicilia». (l.t.)