Voto regionale, stretta nel centrodestra

1 Ottobre 2018

A Pescara il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia chiede la candidatura di Guerino Testa

PESCARA. Dovrebbe essere la settimana decisiva per il centrodestra impegnato a cercare un nome da candidare alla presidenza della regione nelle elezioni del 10 febbraio 2019. Sarà in realtà decisiva per Fratelli d’Italia, che deve sciogliere la riserva sulla rosa da presentare agli alleati in base all’accordo della scorsa settimana con i leader di Forza Italia e Lega, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.
In questi giorni il partito sta riunendo gli organismi regionali e provinciali. Ieri il coordinamento provinciale di Pescara all’unanimità ha deciso che il capogruppo di FdI al comune, Guerino Testa, sarà «tra i possibili candidati alla presidenza della Regione Abruzzo».
La scelta maturata dal coordinamento, si legge in una nota, «deriva dal riconoscere a Guerino Testa un ruolo di leader sia per il suo impegno politico attuale, sia per la sua esperienza pregressa». In settimana i co-coordinatori regionali Etel Sigismondi e Giandonato Morra porteranno la lista completa alla presidente del partito Giorgia Meloni.
Dopo la prima scrematura delle candidature e autocandidature, sono rimasti in lizza solo i nomi politici: sono i due coordinatori regionali, l’ex vice presidente della Provincia di Chieti, Antonio Tavani, l'ex presidente della Provincia di Pescara Testa, e infine il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi. Intanto stanno per scadere i termini per i sindaci di centrodestra e di centrosinistra che intendono candidarsi in regione da presidenti o da semplici consiglieri. E’ il caso del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il più votato tra i candidati in pectore di Forza Italia in un sondaggio commissionato dal partito, ma sacrificato dalla logica di coalizione. C’è poi il sindaco leghista di Campli Pietro Quaresimale, il sindaco Pd di Francavilla Antonio Luciani, il sindaco Udc di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio.