Wwf e Lav: troppo lieve la pena prevista

L’uomo rischia una multa e una reclusione da 4 mesi a 2 anni. Realacci: più misure antibracconaggio
PESCARA. Il colpevole dell'uccisione dell'esemplare di orso in Abruzzo rischia «troppo poco rispetto all'indotto proveniente dal turismo e dal commercio dei prodotti locali legati a questa preziosa specie». Lo ha fatto sapere il Wwf ricordando che questo è solo l'ultimo episodio di una lunga serie. Sono stati 13, infatti, gli orsi uccisi negli ultimi 4 anni rispetto agli appena 50 orsi marsicani che restano sull'Appennino centrale. «Purtroppo» continua l'associazione ambientalista «per la legge italiana il valore degli orsi è estremamente limitato: prova ne è l'ammontare della sanzione prevista per chi uccide un animale particolarmente protetto». Nel caso abruzzese, accusa il Wwf «il colpevole rischierebbe appena un'ammenda (tuttora riportata in lire!) da 2 milioni a 12 milioni di lire e l'arresto da 3 mesi a 1 anno» (la Guardia forestale parla di una pena da 4 mesi a 2 anni di reclusione). Il Wwf ha ricordato, anche, che secondo uno studio del Center for Responsible Tourism, l'istituto di ricerca della Stanford University di Washington (USA), «l'ecoturismo per osservare i plantigradi in natura sia decisamente più redditizio del turismo venatorio per cacciare questi animali: poter osservare gli orsi nel loro ambiente muove oltre 15 milioni di dollari, 11 volte superiori a quelli generati dai cacciatori alla ricerca dei trofei di grizzly e orsi neri». La Lav chiede che la Procura della Repubblica di Sulmona contesti all’uccisore dell’orso non solo il reato di animalicidio (articolo 544 bis del Codice penale), che prevede fino a due anni di reclusione, ma anche il furto venatorio (articoli 624 e 625 comma 7) e la distruzione di specie protetta (articolo 727 bis). Il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura sul caso dell’orso ucciso. «Quello di Pettorano purtroppo è l’ennesimo caso di uccisione di un bellissimo esemplare di orso bruno marsicano che interessa l’Abruzzo, dove negli ultimi mesi è stata compiuta una vera e propria strage di orsi».

