Zennaro: in Abruzzo ripercussioni pesanti Corneli: a Pescara spettacolo grottesco

La crisi di governo potrebbe avere ripercussioni molto serie sull’Abruzzo. A sostenerlo è l’onorevole Antonio Zennaro, parlamentare del M5S. «È stato un fulmine a ciel sereno, perché abbiamo iniziato...
La crisi di governo potrebbe avere ripercussioni molto serie sull’Abruzzo. A sostenerlo è l’onorevole Antonio Zennaro, parlamentare del M5S. «È stato un fulmine a ciel sereno, perché abbiamo iniziato tante cose, sono stati fatti tanti progetti anche per l'Abruzzo, abbiamo lavorato nell'interesse degli abruzzesi, fatto tanti progetti. Sono arrivate anche tante risorse, i fondi per piccoli comuni, e adesso arriveranno anche altri fondi per l'efficientamento energetico delle scuole e di tutte le strutture pubbliche». Ma tutto questo potrebbe bloccarsi, secondo Zennaro, così come potrebbe rispuntare il problema degli aumenti delle tariffe autostradali, dal momento che a tutt’oggi non c’è alcun provvedimento definitivo che scongiuri questa ipotesi. Inoltre, «non si potrà nominare il commissario per il Gran Sasso per mettere in sicurezza tutto il bacino acquifero Ci saranno anche di problemi sui decreti attuativi per quanto riguarda lo sblocca cantieri e per la ricostruzione, e ad esempio salteranno anche le nomine dei parchi per l'entroterra, come il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Oltretutto io, come tecnico di commissione bilancio, penso che rischiamo effettivamente con il voto a ottobre l'aumento dell'Iva, perché con molta probabilità non saremo in grado di fare la legge bilancio entro i termini previsti dalla legge e di mandare tutto all'Europa». Anche l’onorevole Valentina Corneli, altra parlamentare M5S, ha bollato la visita di Salvini a Pescara come «uno spettacolo grottesco. Ha confuso il ruolo del Ministro dell’Interno con quello di un monarca assoluto, una sorta di delirio di onnipotenza, arrivando persino a stabilire che i parlamentari dovessero essere convocati da lui, con i tempi da lui dettati e con gli esiti da lui auspicati. Un ripassino di diritto costituzionale non farebbe di certo male al nostro aspirante monarca».

