Zero tasse per ripopolare i piccoli comuni

24 Agosto 2018

La proposta del deputato Zicchieri (Lega) per i territori terremotati. Positivi i primi commenti dei sindaci della regione

PESCARA. Gli abitanti delle zone terremotate l’hanno chiesta a gran voce e a più riprese, e la risposta è stata sempre la stessa: picche. Ora è la politica che cambia rotta e propone una no tax area per ripopolare le zone terremotate. A lanciare l’idea è stato il deputato della Lega Francesco Zicchieri, originario di Alatri (Frosinone) ed eletto nel collegio Lazio 2 con il partito di Salvini.
«Occorre aiutare economicamente queste zone per ripopolarle dopo la tragedia del sisma. Per questo dopo la proposta del ministro dell'interno Matteo Salvini di un regime fiscale agevolato per i pensionati», ha detto, «la Lega vuole inserire questo regime no tax anche le aree colpite dal terremoto per incentivare i cittadini a tornare in questi splendidi posti. Solo così queste zone potranno ripartire economicamente e socialmente».
L’idea originaria, dunque, è quella di Salvini che per frenare la fuga dei pensionati dall’Italia, attratti dalle spiagge e dal regime fiscale più mite di diversi Paesi esteri, propone di creare un sistema sul “modello Portogallo” nelle regioni del Sud. Il paradiso della terza età, anche fiscale, dove oltre a godere del sole e del meritato riposo, gli anziani potranno avere un tenore di vita un po’ più alto beneficiando del taglio delle tasse. Come accade in Portogallo, dove i “residenti non abituali” non pagano tasse sul reddito per dieci anni. Si tratterebbe, dunque, di far rientrare quei quasi 600mila pensionati che hanno lasciato l’Italia per potersi togliere qualche sfizio in più. Le aree del progetto “Zes Aas”per ora sono quelle di Sicilia, Sardegna e Calabria, ma in futuro potrebbero candidarsi anche i comuni con meno di quattromila abitanti nei quali, negli ultimi 10 anni, almeno il 20% dei residenti ha scelto di andare via. Una “manovra” che in 3-4 anni potrebbe tradursi nell’aumento di un punto di Pil, pari a circa 18 miliardi. Certo, andrebbero poi pensati dei modelli sostenibili per la permanenza degli anziani in termini assistenziali e sanitari, perché è chiaro che non si può “spedire”quella parte di popolazione più esigente, sotto questo profilo, in territori nei quali questi servizi sono più carenti.
E torniamo alle aree terremotate. La proposta di Zicchieri piace ai sindaci di Campotosto e Navelli. «Non posso che essere d’accoro», dice Luigi Cannavicci, rpimo cittadino di Campotosto, «perché pur di riportare persone qui farei di tutto, a patto però che non succeda quello che succedendo all’Aquila con la questione della sospensione delle tasse, e purché non si tratti di tentativi di speculazione. Direi che un regime fiscale agevolato per le persone che vogliono rientrare mi trova d’accordo, perché se la montagna non è presidiata degrada e gli effetti si vedono anche a valle. Il problema non è solo quello di riportare i turisti, ma i residenti. Purtroppo l’80% delle case è ancora inagibile», ed è oggettivamente difficile riportare residenti se non ci sono le abitazioni pronte ad accoglierli. Anche in considerazione che la componente di anziani è piuttosto elevata.
Anche Paolo Federico, sindaco di Navelli, è favorevole a un regime fiscale ad hoc per le zone terremotate. «Magari», dice, «sarebbe un’ottima idea . Quello che noi sindaci abbiamo ripetuto per anni. La no tax area potrebbe essere un fattore attrattivo. Qui da noi stiamo ricominciando ad avere belle case ricostruite dopo il sisma del 2009, ma non c’è gente che le abita. Credo che potrebbe essere un buon inizio da parte di questo nuovo governo per fare qualcosa per le zone terremotate». Anche a Navelli circa il 40% della popolazione è rappresentato da over 65.