È il giorno della Maturità per 150 studenti pennesi

17 Giugno 2020

Edifici sanificati, colonnine con gli igienizzanti e strisce per i percorsi separati L’ansia dei ragazzi alla vigilia, tra consapevolezza e qualche recriminazione

PENNE. “Notte di lacrime e preghiere”, canta Antonello Venditti nella sua mitica canzone dedicata alla notte prima degli esami. L’esame di maturità 2020 sarà sicuramente il più particolare e strano per tutti gli studenti, reduci dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus che ha destabilizzato ogni logica e andamento scolastico.
Oggi giorno d’esame per 150 maturandi degli istituti superiori di Penne. Ottanta studenti dell’istituto tecnico “Guglielmo Marconi” e 70 dell’istituto d’Istruzione superiore “Luca da Penne-Mario dei Fiori”. L’ansia per la maturità sarà accompagnata dall’emozione di un ritorno a scuola dopo il lungo blocco causato dal coronavirus. L’esame sarà in una formula tutta particolare, niente prova scritta e un’unica prova orale da 60 minuti che spazierà su più fronti: dalla discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo, individuate come oggetto della seconda prova scritta, all’esposizione da parte del candidato di una breve relazione o di un elaborato multimediale riguardante l’esperienza dell’alternanza scuola lavoro svolta nel corso del percorso di studi. Naturalmente ci sarà anche l’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione prima di ogni giornata di colloquio.
«Pensare all’esame di maturità due mesi fa sembrava impossibile, tutto così lontano in una situazione di ansia e preoccupazione. Eppure eccoci qui, uno dei giorni più importanti della nostra vita sta per iniziare», afferma alla vigilia dell’esame Chiara Savini, 5ª A del liceo scientifico Luca da Penne. «Senza le classi piene di amici, senza abbracci all’uscita, ma con tanti sguardi che valgono più di mille parole. Un giorno chissà, parleranno di noi sui libri di storia e magari i nostri figli ci chiederanno com’è stato quel giorno e solo noi potremmo raccontare le emozioni e le difficoltà vissute con intere giornate passate davanti a uno schermo, senza il calore del proprio compagno di banco o il quotidiano clima di un’aula scolastica con le risate, i momenti di sconforto e gli abbracci. Non sarà come lo abbiamo sempre immaginato, ma sarà comunque un grande traguardo della nostra vita», conclude Chiara Savini.
Per i maturandi dell’istituto “Luca da Penne Mario dei Fiori”, le prove di esame avranno luogo nella sede del liceo Artistico in via Caselli. Sono state individuate una porta di ingresso e una di uscita, contraddistinte da apposita segnaletica. All’ingresso dell’edificio, di ciascuna aula dedicata alle commissioni, e dei bagni, sarà presente un dispenser per l'igienizzazione delle mani. I distributori di merende e acqua non saranno attivati.
Anche l’istituto tecnico “Guglielmo Marconi” ha attivato tutte le misure di sicurezza previste dal protocollo di sicurezza nazionale per ospitare i suoi maturandi nella sede Must di via Caduti di Marcinelle. «Noi abbiamo santificato tutta la struttura con una ditta specializzata», spiega la preside Angela Pizzi, «che ci ha rilasciato la certificazione, così come abbiamo sanificato i climatizzatori. Abbiamo acquistato colonnine per igienizzare le mani e assegnato un colore ad ogni commissione per indicare il percorso di entrata e d’uscita. Per tutti gli studenti sicuramente sarà un’emozione forte l’esame che prenderà il via oggi».
«Sicuramente non sarà la maturità che ci aspettavamo», racconta Andrea Di Marcoberardino, maturando della 5ª B del liceo scientifico “Luca da Penne”, opzione scienze applicate, «sarà vuota, come vuoto è stato questo anno scolastico in cui è venuto a mancare il fondamentale aspetto della socialità all’interno della scuola. I dubbi sull’utilità di quest’esame», continua Di Marcoberardino, «sono ancora adesso forti, credo avrebbe avuto più senso concentrarsi su una concreta ripartenza della scuola, anche simbolica negli ultimi giorni, per far sentire che l’uscita dalla crisi iniziasse dalla scuola, con un investimento sul futuro del paese e sui giovani. Invece così non è stato, si è preferito concentrarsi su un’ultima ansiogena grande interrogazione di cui fatico a capire il senso. L'unica nota positiva», conclude Andrea, «è che per un'ultima volta potremo rivedere quelle aule che ci hanno accompagnato in questi 5 anni e dargli un ultimo degno saluto, anche se saranno disperatamente vuote e silenziose».
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