È la vallata dove nidifica l’aquila

25 Gennaio 2021

Così la zona: occorrono tre ore e mezza di cammino per raggiungere il Bicchero

MASSA D’ALBE. Per gli amanti della montagna, raggiungere il Bicchero attraversando la Valle Majelama ha sempre rappresentato un impegno di una certa importanza, anche per quelli decisamente più esperti. Partendo da Forme di Massa d’Albe, occorrono tre ore e mezza di cammino, all’interno di un budello nel quale non c’è quasi mai il segnale che possa consentire l’utilizzo del telefono cellulare. Con simili presupposti, va da sé che chi si avventura su questo sentiero, deve possedere una condizione fisica adeguata allo sforzo, in particolare nella cattiva stagione, ricordando tra l’altro che la Valle Majelama resta chiusa dal 15 febbraio al 15 agosto per evitare che venga disturbato il ciclo riproduttivo dell’aquila reale (che in questa zona nidifica ormai da anni).
Il viottolo che conduce fino ai 2000 metri abbondanti del Bicchero di per sé non presenta criticità particolari, perché sale in maniera regolare e solo raramente con piccoli strappi, ma in inverno occorre valutare attentamente il pericolo rappresentato dalle abbondanti nevicate (il monte Velino che domina la piana del Fucino è pur sempre la terza vetta dell’Abruzzo e una delle più maestose dell’Appennino centrale). Ed è proprio la neve il principale nemico di questo percorso, perché le rocce sono praticamente a picco lungo tutto il tragitto e l’eventuale distacco di una slavina rappresenta una vera insidia, proprio per la ridotta larghezza di tutta la gola. Per contro, il panorama che si può ammirare è sempre gradevole, in particolare con i giochi di luce che al mattino si creano sui crinali con i raggi del sole che sorge. Il sottobosco iniziale, che in pratica termina all’altezza del bivio per Valle della Genziana (dopo circa un’ora di cammino), successivamente lascia il posto a un terreno brullo e senza possibilità di poter usufruire di zone d’ombra fino al termine del tracciato, potendo poi scegliere tra il massiccio del Velino-Cafornia e il più comodo rifugio Sebastiani. La zona è frequentata molto durante il periodo della raccolta degli orapi. Spinaci selvatici che in alcuni punti crescono in abbondanza.
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