È morta Bianca Cecamore, 101 anni

21 Marzo 2024

La storica dipendente comunale e l’ultimo desiderio esaudito: andare a votare

PESCARA. Neanche dieci giorni fa si era fatta accompagnare al seggio elettorale per esprimere il suo voto, e ci era andata con le idee chiarissime. Martedì però la sua vita si è spenta, a pochi mesi dal traguardo dei 102 anni, che avrebbe compiuto l’11 luglio. Bianca Cecamore è stata una pescarese Doc. Lei, quando Pescara si fondeva con Castellamare Adriatico, nel 1927, creando un’unica città, già scorrazzava lungo via Sabucchi, dove ha vissuto fino ai suoi ultimi giorni di vita, nella casa dove era cresciuta con i suoi genitori e 5 tra fratelli e sorelle. Ora la piangono i suoi numerosi familiari, a cominciare dal figlio, Cesare Riccio, i nipoti Margherita e Nicola che hanno fatto diventare Bianca bisnonna di Federico, Leonardo (figli di Margherita) e Cesare, figlio di Nicola che a breve diventerà papà anche di Tommaso. Ma la piangono anche tanti nipoti e cugini. «Zia Bianca è stata un grande punto di riferimento» evidenzia Daniela Casaccia, figlia della sorella di Bianca. «Riusciva a mettere insieme tutte le famiglie».
Dal 1941 al 1987, per 46 anni, è stata dipendente al Comune di Pescara, andando in pensione come capo dipartimento del personale. Appassionata di sport, era legatissima alla sua Pescara e nella memoria conservava nitidi i ricordi delle festicciole nelle case, le uscite per andare a mangiare «alla pizzeria Dreher e a prendere il gelato alla Glacia, al piano terra del teatro Pomponi, dove oggi c’è la Chiesa del mare», raccontava. «Di pescaresi autentici siamo pochi», sottolineava. «Pescara, la guerra, si è cominciata a riempire di “stranieri”, di altre città». L’ultimo saluto, oggi alle 10 nella chiesa di Sant’Antonio. (m.pa.)