È morto il trentenne caduto dal secondo piano di un palazzo

FRANCAVILLA. I vicini di casa hanno sentito soltanto le urla. Poi si sono affacciati ed hanno visto la disperazione di una famiglia che avranno incontrato decine di volte. È la famiglia di Marco...
FRANCAVILLA. I vicini di casa hanno sentito soltanto le urla. Poi si sono affacciati ed hanno visto la disperazione di una famiglia che avranno incontrato decine di volte. È la famiglia di Marco Luciani, il trentenne che sabato pomeriggio si è lanciato dal secondo piano di una palazzina del complesso Chiare Marine, in contrada Pretaro.
Il ragazzo è deceduto nella notte tra sabato e domenica all’ospedale civile di Pescara dove era stato trasportato appena avvenuto l'incidente, quando ancora era cosciente.
Le condizioni sabato sera erano date per gravissime dal momento che il giovane aveva riportato traumi all'addome, alla testa e al torace, ma a quel filo di speranza erano aggrappati, oltre al papà, la mamma e la sorella di Marco, anche tutti gli altri del quartiere.
Secondo la ricostruzione dei soccorritori e dei carabinieri, sembra che il giovane avesse avuto un diverbio in famiglia, uno come tanti. Dentro però, forse, nascondeva un malessere profondo che lo ha condotto ad un gesto così disperato che non ha dato il tempo neppure a chi gli era vicino di tentare di fermarlo. Un carattere introverso, poche relazioni e nessun impiego, questa la descrizione del giovane, secondo una ricostruzione. La caduta da circa cinque metri di altezza non gli ha lasciato scampo, nonostante l'arrivo tempestivo dei soccorritori del 118 di Chieti, che lo hanno subito trasportato all'ospedale di Pescara. Sul posto a Pretaro sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Francavilla coordinati dal comandante Antonio Solimini, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'episodio.
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