È morto l’imprenditore De Florentiis

3 Giugno 2015

Si è spento all’età di 76 anni Afredo, erede di un’azienda di pompe funebri attiva da quattro generazioni. Oggi i funerali

PESCARA. Un grande lavoratore, uomo esemplare. Padre e nonno adorabile. Se n’è andato ieri, a 76 anni, Alfredo De Florentiis, imprenditore delle pompe funebri, che fino all'ultimo ha partecipato attivamente alla vita dell'azienda, creata nel 1995 con il figlio Emidio, ma le cui radici risalgono a molto tempo fa, un lungo impegno di quattro generazioni.

«Mio nonno era falegname e ha avviato l’attività nel 1945» racconta Emidio De Florentiis, che porta il nome del nonno, il fondatore, e ha lavorato a lungo a fianco del padre appena scomparso. «Mio padre cominciò da ragazzino. Nel 1956 emigrò in Venezuela, lì faceva il trasportatore. Quando è tornato, nel '60, ha cominciato a lavorare con il padre, creando un'impresa, dopodiché sono entrati anche i quattro fratelli di mio padre e nel 1986, alla morte del nonno, sono diventati loro i titolari». Oggi le imprese sono tre, e «noi ci siamo staccati dieci anni fa, aprendo la "Emidio e Alfredo De Florentiis"» prosegue Emidio.

Alfredo è morto ieri mattina in ospedale dopo quasi un anno di malattia, ma in questi mesi le sue condizioni di salute non lo hanno tenuto lontano dall'ufficio, in via Silvio Spaventa, che lui ha realizzato esattamente come sognava. «Voleva che l'ambiente in cui accogliamo i clienti trasmettesse serenità e ha chiesto al nostro architetto di fare in modo che ciò avvenisse. A quanto sembra ci è riuscito perché i rappresentanti dicono che questi locali sono unici in Italia». Ed è proprio qui che è stata allestita la camera ardente dell'imprenditore mentre oggi, alle 15, si terranno i funerali nella chiesa di San Luigi.

Alfredo De Florentiis, sposato con Ines D'Ottavio, non è stato solo «un padre fantastico» ma anche «un nonno adorabile», che stravedeva per i nipoti. «I bambini erano la sua vita e impazziva per i gemellini, Mario e Alfredo", figli di Luca, il noto gioielliere fratello di Emidio, e per le figlie di quest'ultimo, Federica e Giorgia.

«È stato un grande innovatore nel nostro settore. Ha creduto nei giovani, è riuscito a vedere molto più avanti rispetto agli altri, al punto da far diventare la nostra impresa una delle prime in Abruzzo e la prima di Pescara» racconta sempre Emidio dipingendo un impresario speciale. La continua ricerca delle attrezzature più moderne era il pallino di Alfredo De Florentiis che appariva sempre «preciso, persino pignolo, ma mai severo, e comunque si poneva con cortesia ed educazione, caratteristiche innate per lui, persona gentile di animo. Non tollerava le cose fatte con approssimazione. A noi, che eravamo al suo fianco, diceva sempre: “Non conta quello che facciamo ma come lo facciamo”, e ha amato talmente tanto la sua azienda che fino a qualche giorno fa si faceva accompagnare in sede, pur non essendo in grande forma».

Nel segno del rinnovamento, a cui teneva molto, nel 2004, ha portato avanti un progetto ambizioso in solitudine fino alla fine. «Ha comprato un nuovo carro, scegliendo il migliore, il più costoso sulla piazza, se l’è fatto consegnare dalla ditta costruttrice. Quando l’ho visto, ho chiesto spiegazioni, meravigliato» racconta il figlio. E lui mi rispose tranquillamente: "Era arrivato il momento di cambiare!". Ha dedicato una vita a questo lavoro e mi ha insegnato» aggiunge Emidio «ad amare ciò che facciamo. Voleva essere sempre il primo». E non si può certo dire che abbia fallito.

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