È scontro sui nuovi bidoni Scatta la diffida al Comune

Amministratori di condominio contro le nuove modalità di raccolta porta a porta Ancora al palo il servizio che doveva partire il 2 gennaio a Santa Filomena e Pp1
MONTESILVANO . Disagi per i residenti, e problemi in vista per l’amministrazione comunale, alle prese con l’implementazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta.
Dopo l’avvio del nuovo sistema di raccolta a Montesilvano Colle, che ha fatto registrare un’ottima risposta da parte dei cittadini e un’impennata vertiginosa delle percentuali di differenziata nel borgo (che ha superato l’80%), appare in salita invece l’estensione del servizio alle due zone a sud e a nord della città: Santa Filomena e Pp1. Alla firma dell’ordinanza del sindaco Francesco Maragno, che prevedeva l’attivazione del nuovo servizio a partire dal 22 dicembre 2017 e la rimozione dei cassonetti stradali dal 2 gennaio 2018, infatti, non ha fatto seguito il reale avvio del servizio nei grandi condomini di Santa Filomena per via di una serie di problemi con i nuovi bidoni.
Il Comune di Montesilvano ha già ricevuto una prima diffida, da parte dell’amministratore del condominio Nereidi di via Livenza, che chiede la sostituzione dei kit condominiali forniti con mastelli individuali da consegnare a ogni singolo utente. Ma non solo. Ci sono anche altri condomini che non hanno ancora ricevuto i nuovi contenitori per i rifiuti indifferenziati per mancanza di spazi adeguati al loro posizionamento nelle aree private.
Le riunioni finora promosse dall’amministrazione comunale e dalla ditta Formula Ambiente/Sapi non hanno, in diversi casi, permesso di raggiungere degli accordi sulle modalità di conferimento e i residenti, capitanati dai rispettivi amministratori di condominio, sono sul piede di guerra. Nel caso delle Nereidi, ad esempio, si è optato per dei cassonetti condominiali posti in aree private, che prevedono tuttavia che qualcuno si occupi ogni giorno di spostare i bidoni sulla strada, per consentire alla ditta di ritirare i rifiuti, per poi portarli nuovamente nel cortile condominiale.
«Per tale attività», spiega l’amministratore di condominio Tony Iezzi, «il condominio o dovrebbe individuare soggetti responsabili o dovrebbe sostenere un ulteriore costo, oltre la tassa sui rifiuti, da corrispondere a soggetti terzi che si occupino di tale adempimento». A questo si aggiunge che «nel caso di errato conferimento ad opera di uno o più condomini in un bidone definito condominiale», aggiunge Iezzi, «tutto il condominio dovrebbe farsi carico della sanzione».
Per questo il condominio chiede che i kit condominiali vengano sostituiti con mastelli individuali. Ancora più complicata la situazione in altri condomini più grandi, come il vicino Rema, sempre in via Livenza, dove, a fronte di 150 appartamenti ci sono appena 60 posti auto disponibili che non possono essere sacrificati per i cassonetti condominiali. Allo stesso tempo, però, la presenza quotidiana di 150 mastelli individuali davanti all’ingresso del condominio rappresenterebbe un problema estetico e igienico non solo per i residenti, ma anche per coloro che frequentano le piscine Naiadi e, nel periodo estivo, per tutti i bagnanti che affollano la via. Come fare, dunque?
Proprio oggi è previsto un nuovo sopralluogo da parte dei tecnici comunali che dovranno trovare una soluzione in grado di conciliare le esigenze dei residenti con la necessità di avere un servizio di raccolta differenziata più efficace, in una città che da anni ormai indossa la maglia nera in Abruzzo in tema di rifiuti.
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