È scontro sull’accoglienza a 140 giovani immigrati

30 Marzo 2017

Città Sant’Angelo, l’opposizione incalza il sindaco Florindi sul problema profughi Questa sera la seconda assemblea pubblica convocata nella sala consiliare

SANT’ANGELO. Sono due i centri di accoglienza straordinaria a Città Sant'Angelo. E il tema immigrazione, si sa, particolarmente sentito, è di strettissima attualità. Martedì si è svolto a Madonna della Pace, dove c'è il caso Torre del Moro gestito dalla cooperativa Eta Beta, un incontro con i cittadini a cui hanno partecipato il sindaco, Gabriele Florindi, con alcuni rappresentanti di maggioranza e dell'opposizione, il comandante dei carabinieri e quello della polizia municipale.

Oggi, dalle 18.30, la sala consiliare del Comune ospiterà l'assemblea pubblica sul tema "Centri accoglienza immigrati a Città Sant'Angelo", promossa dai consiglieri Lucia Travaglini, Maurizio Valloreo e Matteo Perazzetti. I tre puntano il dito contro i punti di accoglienza: il centro di Madonna della Pace e quello ospitato in un edificio Asp, nel centro storico. «Centomila euro dallo Stato per aver ospitato immigrati sul territorio piovono dal cielo in periodo di quadratura di bilancio. Probabilmente, un buon motivo per il nostro sindaco per non prendere una posizione di forte contrasto alla presenza di Cas a Città Sant’Angelo» affermano, «neanche i più recenti fatti di cronaca hanno portato il primo cittadino a dire no. Centomila euro hanno fatto comodo a un Comune dove le finanze soffrono pesantemente».

Se ne discuterà nel corso dell'assemblea, alla quale parteciperanno il sindaco e il presidente dell'Asp numero 1, Dario Recubini. I consiglieri accusano: «Città Sant'Angelo si è piegata con questo atteggiamento permissivo al sistema del business immigrazione. Dal centro storico a Madonna della Pace, 140 immigrati. Una finta accoglienza, dato che in una struttura come Torre del Moro sono ammassati 100 ragazzi». Risponde alle accuse il sindaco Florindi: «Nell'incontro di martedì, sono stati affrontati vari aspetti: dalla sicurezza alla convivenza» spiega. «Sono emerse criticità, ma anche proposte utili per poterle risolvere. Stiamo mettendo in campo una convenzione con la prefettura per impiegare questi ragazzi in lavori socialmente utili, come è stato fatto in passato». Poi aggiunge: «Quanto detto non risponde a verità e non porta a nulla di costruttivo. La prefettura, su delega del ministero dell'Interno, fa sistematicamente bandi pubblici per verificare se nei territori vi siano strutture disponibili. La scelta non è dei sindaci. È inconcepibile che possano esserci posizioni contrapposte quando ci sono di mezzo uomini. Quei soldi saranno impiegati per i servizi e la collettività, oltre che per l'integrazione».

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