«È stato riconosciuto il nostro diritto a insegnanti di ruolo»

23 Aprile 2019

Ines, maestra di Francavilla: «È una guerra tra poveri  Dopo anni di studio e sacrifici, i più preparati siamo noi»

PESCARA. Dopo mesi di battaglie, culminati con sit-in a Montecitorio, i laureati in Scienze della formazione primaria si dicono “soddisfatti, ma soltanto a metà” dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito l’esclusione dalle Graduatorie a esaurimento (Gae) per l’assunzione in ruolo degli insegnanti in possesso del solo diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002.
«Parlano di guerra tra i poveri, ma è una guerra che hanno iniziato loro, perché la verità è che non hanno mai avuto il diritto di diventare insegnanti di ruolo come noi». A riassumere la vicenda è Ines Fofi, una maestra di Francavilla, aderente, peraltro, al coordinamento nazionale Scienze della formazione primaria nuovo ordinamento. L’insegnante, dopo aver conseguito due lauree magistrali, due abilitazioni, specializzazioni e tirocini, è costretta ogni giorno a macinare chilometri su chilometri per andare a lavorare in una scuola primaria in provincia di Teramo.
Che cosa cambia adesso con questa sentenza?
«Il Consiglio di Stato si è espresso per la seconda volta, dopo una prima sentenza di un anno fa che andava sempre a vantaggio di noi laureati. In sostanza è stato ribadito un principio sancito anche dalla Costituzione e cioè che il diploma magistrale è un titolo di studio utile per le supplenze, ma non per ottenere il ruolo, visto che per avere un posto pubblico bisogna aver superato un concorso. Siamo soddisfatti, ma per vederne gli effetti bisognerà aspettare il prossimo anno scolastico. Soltanto a giugno, infatti, i diplomati saranno estromessi dalle graduatorie a esaurimento dove ci siamo anche noi laureati per essere inseriti in seconda fascia».
Ma è comunque una vittoria per il coordinamento di cui fa parte?
«Abbiamo iniziato la nostra battaglia perché noi laureati in Scienze della formazione primaria ci sentivamo scavalcati dai vecchi diplomati di scuola magistrale che sono stati inseriti nelle graduatorie Gae con riserva in seguito a un ricorso. Per come era stata concepita la cosa, sembrava che la nostra laurea valesse di meno del diploma. Adesso non possono più continuare ad avere le supplenze al nostro posto, ma restano avvantaggiati per alcuni aspetti».
Quali aspetti?
«Si sta svolgendo il concorso straordinario non selettivo specifico per i docenti precari della scuola primaria e dell’infanzia che permetterà a molti vecchi diplomati di scuola magistrale di salvarsi. Dovranno solo fare una prova orale per entrare nelle graduatorie da cui ogni anno pescano il 25% degli insegnanti di ruolo. In Abruzzo hanno partecipato al concorso 554 persone, di cui 550 diplomati. I laureati invece sono stati esclusi perché tra i criteri sono richiesti due anni di servizio non continuativi, escludendo le scuole paritarie e le scuole di altri ordini, e noi essendoci laureati a partire da luglio 2016 non siamo riusciti a conseguirli».
Ne fate soprattutto una questione di merito?
«Di merito, preparazione e sacrifici. Io oltre al diploma ho cinque anni di facoltà universitaria alle spalle in Scienze della formazione, per non parlare della precedente laurea in Lettere. Ho superato un test a numero chiuso sulla base del fabbisogno di 250 insegnanti calcolato in Abruzzo. Ho sostenuto esami specifici di Psicologia e Didattica, partecipato a laboratori professionalizzanti sulla materia che poi sarei andata a insegnare e fatto un tirocinio gratuito nelle scuole e supplenze alle medie. Molti dei vecchi diplomati invece sono stati inseriti in graduatoria dopo vent’anni in cui hanno fatto anche altri lavori. È fuori da ogni dubbio che siamo noi i più preparati». (y.g.)