ACCELERAZIONE JUVE I DUBBI CINESI DEL MILAN
Il punto di svolta della Juventus, probabilmente, è stato il passo falso di Genova contro la Sampdoria. Da allora ha disputato sei gare - tra campionato e Champions - senza incassare gol. E,...
Il punto di svolta della Juventus, probabilmente, è stato il passo falso di Genova contro la Sampdoria. Da allora ha disputato sei gare - tra campionato e Champions - senza incassare gol. E, soprattutto, ha ridotto da quattro a un punto il distacco dalla vetta della classifica, occupata, oggi come allora, dal Napoli. Per il resto nell’ultimo mese è cambiato poco o niente. Sta risalendo la Juventus, ma il campionato resta equilibrato e incerto. Molto più che negli ultimi anni. I momenti di appannamento sono fisiologici in questo contesto. Probabilmente, non eravamo più abituati all’altalena nei quartieri alti della classifica alla luce dell’egemonia bianconera degli ultimi anni. E quindi se l’Inter perde la prima partita la si boccia e se il Napoli non vince sempre si pensa ai ricambi che non ci sono. E, invece, la novità di questa serie A sta proprio nel fatto che mai come adesso ci sono almeno quattro squadre che hanno le carte in regola per lottare per lo scudetto. Non eravamo più abituati a questo equilibrio in un campionato che appare comunque diviso in tre tronconi: quelle che lottano per lo scudetto, quelle di seconda fascia e quelle che cercano di evitare la retrocessione. In un contesto del genere fa rumore il fallimento tecnico del Milan. Alzi la mano chi si aspettava i rossoneri ridotti in queste condizioni dopo un mercato in cui sono stati impegnati 230 milioni di euro. Nessuno! Però, una considerazione va fatta. In qualsiasi azienda il proprietario di fronte a un fallimento tecnico del genere andrebbe dal suo management e chiederebbe conto della situazione. Il management in questione è rappresentato dall’amministratore Marco Fassone e dal ds Massimiliano Mirabelli. E, invece, l’unico che ha attaccato il ds è stato Mino Rajola, il procuratore di Donnarumma. Immaginate un Berlusconi che, dopo aver speso 230 milioni, se ne sta zitto e buono senza battere ciglio di fronte a una sconfitta come quella di Verona? Non esiste. La proprietà cinese brilla per la sua assenza. Anche per la sua inconsistenza visto che - dopo la bocciatura dell’Uefa - è impegnata a cercare soldi per pagare chi le ha dato i soldi per comprare il Milan. Che nel frattempo perde valore e prestigio.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

