Acerbi: ho sconfitto questa ’cosa’ e adesso sogno la Nazionale

31 Luglio 2014

CARPINETI. «Sono molto contento di essere col gruppo e di poter fare tutto quello che fanno i miei compagni. Mi fa molto piacere essere di nuovo a disposizione dell’allenatore. Obiettivi e ambizioni...

CARPINETI. «Sono molto contento di essere col gruppo e di poter fare tutto quello che fanno i miei compagni. Mi fa molto piacere essere di nuovo a disposizione dell’allenatore. Obiettivi e ambizioni sono tornati: sono qua per lottare per questi. Ho sconfitto questa “cosa”; adesso devo fare step dopo step: ci vuole tempo. La Nazionale è sempre il mio un sogno». Così Francesco Acerbi, dal ritiro del Sassuolo, a Carpineti (Reggio Emilia), che ieri ha raccontato la sua battaglia contro il cancro ai testicoli.

Il difensore ex Milan e Chievo ha sconfitto due volte la malattia, sottoponendosi anche a quattro cicli di chemioterapia.

«Non auguro a nessuno di passare quello che ho passato io. Comunque, dopo un tot di mesi, dopo un periodo lungo e stressante, sono qui a parlare con i giornalisti e posso giocare ancora, a grandi livelli. Mi spiace molto invece per le altre persone ammalate che non hanno avuto la mia stessa fortuna», ha aggiunto Acerbi. «Noi calciatori siamo privilegiati per il lavoro che facciamo e per le opportunità che abbiamo: certe problematiche possono capitare anche a noi, fanno parte della vita. Per fortuna, grazie ai controlli medici continui previsti nel nostro sport, ho preso in tempo la malattia. L’importante è essere guarito e guardare avanti. Adesso ho ritrovato la grande voglia di calcio che avevo da bambino; anzi, forse è ancora maggiore. Non mi sentivo così bene da tanti anni», ha concluso Acerbi. Acerbi è stato impiegato dal tecnico pescarese Eusebio Di Francesco negli ultimi minuti dell’amichevole vinta dai neroverdi contro il Castelfranco Veneto (7-1), insieme all’ex juventino Peluso. Acerbi è andato anche in gol proprio in chiusura di gara.

Lo scorso aprile la prima sezione del Tribunale nazionale antidoping aveva accolto la richiesta di archiviazione dell'Ufficio Procura Antidoping in relazione al caso Acerbi. Il difensore era stato fermato il 13 dicembre scorso dal Tribunale antidoping per la positività alla “gondadotropina corionica” riscontrata dopo la partita col Cagliari. Ma il medicinale era legato alla cura del tumore.