ADESSO È CHIARO: PESCARA DA SERIE A
Difficile mandarla giù: il Pescara ha perso in maniera incredibile la sua partita più bella, l'ha persa dopo aver dominato il Cagliari - la prima della classe- sul piano del gioco, della corsa, della...
Difficile mandarla giù: il Pescara ha perso in maniera incredibile la sua partita più bella, l'ha persa dopo aver dominato il Cagliari - la prima della classe- sul piano del gioco, della corsa, della personalità; l'ha persa - atroce beffa- con un autogol del capocannoniere del campionato, non l'ha almeno pareggiata (e sarebbe stato già questo un magro premio di consolazione) per una clamorosa svista del direttore di gara che ha negato un rigore a Lapadula, abbattuto in mezzo all'area dall'ex Salamon. Nemmeno un punto, ma una prova strepitosa che non può essere assolutamente cancellata dal bugiardo verdetto del campo e che anzi aiuta la squadra a fare un ulteriore e decisivo passo avanti per quel che riguarda, credibilita, autostima e considerazione generale. Sì, penso proprio che oggi sia chiaro a tutti lo spessore e l'enorme potenziale tecnico della formazione messa su da Oddo che, senza ombra di dubbio, gioca in assoluto il miglior calcio della serie B. Meccanismi perfetti, una mentalità e una capacità di manovra che non a caso hanno mandato in tilt la capolista già al primo affondo.
Il nervosismo di Balzano e Di Gennaro già nelle battute iniziali della partita indicavano in maniera fin troppo evidente le difficoltà dei cagliaritani di fronte all'atteggiamento e alle certezze dei biancoazzurrri.
Uno spettacolo mai visto in questa stagione che pure ha regalato tante altre prestazioni da applausi della squadra di Oddo. Se è mancata la perfezione è solo perché Memushaj e soci non sono riusciti a trasformare in un sufficiente numero di gol la netta superiorità emersa dal campo. La partita del Cagliari è tutta in quei sei minuti che hanno segnato l'ingiusto sorpasso. Prima e dopo solo tanto, tantissimo Pescara che, tra l'altro, ha saputo mascherare senza alcun affanno le molte assenze importanti che hanno condizionato le scelte del tecnico.
Non è un dettaglio da poco quest'ultimo, è invece l'ennesima conferma circa la forza e la qualità di un gruppo che, a questo punto, non può avere altro obiettivo che quello di salire in serie A. Che sia promozione diretta o dopo i play off poco conta, al momento è d'obbligo tenere in considerazione entrambe le possibilità. Il Pescara se le gioca nelle ultime 15 partite, 8 in casa e 7 in trasferta, d'obbligo mantenere di settimana in settimana e senza far tabelle, testa e gambe che consentano la possibile impresa. Per quel che ricordo il campionato di serie B ha sempre premiato alla fine le squadre che più meritavano la serie A, con l'unica eccezione del Bologna che nella passata stagione ha letteralmente scippato i biancazzurri.
Pensare che possa succedere di nuovo è fantascienza, aspettiamo con più che giustificata fiducia il resto della storia…
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