AGLIETTI E IL PESCARA: ANCORA TU!
Rieccolo. L’uomo dell’ultima curva, dell’ultima occasione, della squadra da rianimare e da portare fino al traguardo. Riecco Alfredo Aglietti, il centravanti del Pontedera che sconfisse con un suo...
Rieccolo. L’uomo dell’ultima curva, dell’ultima occasione, della squadra da rianimare e da portare fino al traguardo. Riecco Alfredo Aglietti, il centravanti del Pontedera che sconfisse con un suo gol, in amichevole, l’Italia di Arrigo Sacchi prima della partenza per i mondiali americani del 1994, facendoci gridare al “non andiamo da nessuna parte!” e, invece, quella Nazionale si arrampicò fino alla finale (persa ai rigori) con il Brasile. Uno da 150 gol in carriera, Aglietti. Non è diventato un altro Sacchi, no, un bravo allenatore invece sì, e che, per farla breve, un anno fa, raccolse i resti di un Verona parecchio malandato, lo fece proprio allo scadere del campionato, e lo pilotò fino alla serie A. Passando anche sul Pescara (in semifinale play off).
Eccolo, il gioco di incastri e coincidenze: Aglietti, Verona, il Pescara. Due differenze: Alfredo adesso sta al Chievo e il Pescara adesso ansima in fondo alla classifica. Parecchio lontani ma comunque due mondi che si scontrano, entrambi alla ricerca di spazi vitali.
Nella primavera del 2019, l’Hellas lo chiamò che la stagione regolare era praticamente finita: due partite appena e lui perse pure assai male la prima, contro il Cittadella; vinse, faticando, rimontando con Samuel Di Carmine l’ultima contro il Foggia, acciuffando un posto play off per i capelli ma lì, poi, facendo decollare una rincorsa clamorosa e sontuosa, fino alla promozione.
Quest’anno, al Chievo, è arrivato già a marzo, al posto di Marcolini, ed è andato avanti con il singhiozzo incorporato: 4 pareggi, 3 sconfitte e 4 vittorie, ma le ultime due, contro Cittadella e Benevento, decisive per risalire sul treno. Chievo ora sesto (come il Verona un anno fa…), ammassato con altre cinque squadre nello spazio risicato di quattro punti e ancora novanta minuti per capire se, su quel treno in corsa, potrà restarci.
Rieccolo, il momento della verità: per quella parte di Verona, per Aglietti e per il Pescara. Tu chiamale, se vuoi, emozioni.
*giornalista Sky Sport
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