Ai domiciliari dopo un’escalation partita dai dilettanti

MORRO D’ORO. Era un buon centrocampista tra i dilettanti. Era il figlio di Cesare, il presidente del Morro d'Oro che si faceva onore nei campionati regionali e in serie D e che ha vissuto il momento...
MORRO D’ORO. Era un buon centrocampista tra i dilettanti. Era il figlio di Cesare, il presidente del Morro d'Oro che si faceva onore nei campionati regionali e in serie D e che ha vissuto il momento migliore nel 2004 con la promozione in serie C2. Ercole Di Nicola era un regista in mezzo al campo, dal passo compassato, ma dotato di buona tecnica. Giocava e dava consigli al padre su chi ingaggiare, fino a diventare anche il direttore sportivo della squadra.
La vocazione alla regia è rimasta intatta, vuoi perché ha intrapreso la carriera di dirigente _ senza aver, tra l’altro, mai preso il patentino da direttore sportivo _ vuoi perché, secondo la Procura di Catanzaro, dirigeva il traffico delle partite truccate e delle scommesse in Lega Pro. Viveva con il telefono cellulare in mano Ercole Di Nicola, tanto che la squadra mobile di Catanzaro ha dovuto trascrivere in undicimila pagine l'attività svolta al cellulare (anche quella penalmente non rilevante) dal dirigente nel periodo "attenzionato" nell'inchiesta. "Sta a posto, ci penso io" era il refrain al telefono quando volevo rassicurare qualcuno.
Da Morro d'Oro a Giulianova, fino all'Aquila. Inizialmente, si diceva che dove andava lui portava sponsor. Probabilmente, le aziende ortofrutticole della vallata del Vomano (non a caso la famiglia opera nel ramo), ma, alla lunga, si è fatto largo da solo grazie a una fitta rete di collegamenti e conoscenze. Un vulcano in tempo di calciomercato: faceva e disfaceva. Prima si divideva tra l'azienda di famiglia e il calcio, poi il mondo del pallone ha preso il sopravvento. Nel suo modus operandi c'era sempre la voglia di stupire, di regalare effetti speciali. Non era un tipo dall’eloquio forbito, ma si vantava di essere concreto. All'Aquila è arrivato con l'ex presidente Elio Gizzi. Dai dilettanti fino ai professionisti. Adottato, ma mai amato dalla piazza. Sono cambiati i dirigenti, ma lui è rimasto in sella. E in sella sarebbe rimasto se il 19 maggio scorso non fosse scoppiato lo scandalo "Dirty Soccer", nonostante l'ultima stagione dispendiosa e deludente. Sì, perché Ercole Di Nicola, nel frattempo, è cresciuto, intessendo una rete di contatti, dentro e fuori dal calcio. Con qualche passo falso che gli è costato l'apertura di inchieste penali. Dal caso del giovane albanese al quale avrebbe promesso l'ingaggio in cambio di soldi fino alla presunta truffa ed evasione fiscale dell'Asd Giovanile Morro d'Oro. In tre anni, dal 2006 al 2009, nella società che si occupava del settore giovanile del Morro d'Oro sono entrati e usciti circa tre milioni di euro. Tanti. Impossibile che il caso sfuggisse all'Agenzia delle entrate prima e alla Procura poi. A un certo punto i nodi sono venuti al pettine e ai processi per alcuni incidenti di percorso del passato si è aggiunta l'inchiesta di Catanzaro per la quale è ancora agli arresti domiciliari, a Morro d'Oro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

