Allegri carica: «Dobbiamo desiderare la finale»

Stasera la Juventus sfida i campioni d’Europa del Chelsea, scalpita Kean. L’Atalanta con lo Young Boys
TORINO. La strada per vincere è una sola, la traccia Allegri. «Bisogna avere il desiderio di farlo, perché è questo che ti porta a fare cose straordinarie», dice il tecnico in vista della sfida di stasera (ore 21) al Chelsea, all’Allianz Stadium. «Non possiamo dire di voler passare il turno di Champions e poi vediamo, noi dobbiamo voler arrivare in finale. Quando si partecipa alla Champions, serve avere il desiderio di vincere». La Juve sarà senza Dybala («È inutile negare la sua importanza, ma siamo una squadra e chi giocherà saprà sopperire alla sua assenza», dice Chiellini sull’assenza della Joya) e Morata, oltre a Ramsey. Allegri non ha ancora scelto come sostituirli: «Ho le idee un po’ confuse», sorride, «deciderò all’ultimo: l’unica punta a disposizione è Kean, metterò i due o i tre a seconda delle caratteristiche». Se non altro, il tecnico svela quattro titolari: «Giocheranno Szczesny, Locatelli e Alex Sandro. E pure Danilo, vedremo dove».
JUVENTUS (4-3-3): 1 Szczesny; 6 Danilo, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 12 Alex Sandro; 30 Bentancur, 27 Locatelli, 25 Rabiot; 11 Cuadrado, 18 Kean, 22 Chiesa. All. Allegri.
Atalanta. «Giocare davanti a un pubblico entusiasta, come a San Siro sabato scorso, è tutta un’altra cosa. Sarà una partita speciale, perché dopo tanto girovagare giochiamo in Champions League a casa nostra coi nostri tifosi». L’Atalanta ospita lo Young Boys e Gasperini riabbraccia il popolo della nerazzurra, presente stasera al 50 per cento della capienza (8 mila circa più 800 svizzeri). Sulla formazione, pochi misteri: «Muriel è arruolabile e candidabile per la panchina», dice Gasperini, «manca solo Palomino dietro».
FORMAZIONE (3-4-1-2): Musso; Toloi, Demiral, Djimsiti; Zappacosta, De Roon, Freuler, Gosens; Pessina; Malinovskyi, Zapata. All. Gasperini.
Caso Zaniolo. Nessuna squalifica, ma un’ammenda di 10.000 euro per Zaniolo. È quanto deciso dal giudice sportivo nei confronti del centrocampista della Roma che rientrando domenica negli spogliatoi dell'Olimpico dopo esser stato sostituito durante il derby Lazio-Roma ha rivolto ai tifosi laziali che lo insultavano «un gesto di sfida volgare», come si legge nella motivazione del giudice sportivo.
Cannavaro lascia la Cina. Ora è ufficiale, Fabio Cannavaro non è più l'allenatore del Guangzhou, il cui futuro è incerto viste le difficoltà economiche della sua proprietà.

