Allegri: troppe critiche la mia Juve è da applausi

26 Aprile 2015

Festa scudetto se i bianconeri battono il Torino e la Lazio perde

TORINO. Un passo alla volta, anche se i traguardi sono vicini. Lo scudetto è in tasca e nell'aria da tempo, ma Massimiliano Allegri resta fedele al suo motto: «Continuiamo a lavorare, ma senza fretta (di vincerlo, ndc) e senza pensare, nei prossimi giorni, alla Champions».

Il Toro dell’ex Quagliarella proverà con tutte le sue forze a ritardare il trionfo bianconero: «Non ci ho pensato all'ipotesi di festeggiare lo scudetto già domani (oggi, ndc)», ha detto il tecnico bianconero. «Però penso che sarà difficile (dopo la sconfitta della Roma, dovrebbe perdere la Lazio in casa con il Chievo e i bianconeri battere i granata per festeggiare il quarto titolo di fila, ndc). E poi a noi tocca il derby, che è sempre una partita diversa dalle altre». Il clima particolare della stracittadina (fischio d’inizio alle ore 15) non è il solo motivo di cautela: la Juve avrà di fronte - riconosce Allegri - un'avversaria «che ha fatto bene in campionato, molto bene in Europa, uscendo dalla Coppa dopo avere fatto un'ottima partita contro lo Zenit».

Nessuno, però, è stato così bravo, almeno in Italia, come la Juve. Per questo Allegri trova ingenerose le critiche alla squadra per il sofferto 0-0 di Montecarlo. «Le ho trovate eccessive», ha detto, per togliersi subito un sassolino dalla scarpa, «nei confronti di un gruppo di ragazzi che, dopo tre anni con ottimi risultati, quest'anno si sta confermando, e sta migliorando. Per una partita giocata un po’ peggio, le critiche si potevano risparmiare; l'obiettivo era raggiungere le semifinali». Allegri rivendica il percorso compiuto fin qui: «Ai giocatori non si può chiedere di più: hanno raggiunto la semifinale di Champions e più di questo, finora, non potevano fare; sono in testa al campionato con un po’ di punti di vantaggio sulla seconda e di più, anche in questo caso, non potevano fare; lo stesso vale per la Coppa Italia: siamo in finale». In attesa di rituffarsi nella Champions, c'è lo scudetto da certificare ma senza assilli. «Bisogna pensare», ha spiegato Allegri, «che dobbiamo fare ancora sei punti per la matematica. Ora abbiamo tre partite in una settimana in cui c'è la possibilità di chiudere il discorso ma non dobbiamo avere fretta, continuare a lavorare senza pensare a alla Champions ma solo al Torino».

Un passo alla volta, dunque, ma è normale che il discorso ricada in fretta sul Real Madrid. Il pensiero del tecnico è semplice: «Giocheremo contro i campioni in carica, contro un squadra galattica, che ha un allenatore che ha vinto un bel po’ di Champions. Dobbiamo avere la consapevolezza e la convinzione di poter arrivare in finale, avendo però coscienza delle difficoltà della semifinale altrimenti saremmo fuori di testa. Bisogna essere consapevoli della grandezza del Real e di giocarsi al meglio le nostre possibilità. Se saremo bravi e fortunati andremo in finale; altrimenti avremo perso contro una grandissima squadra».

Per il ritorno a Madrid del 13 maggio, potrebbe tornare Pogba. Allegri autorizza a sperare: «Ci sono buone percentuali che possa essere a disposizione. Tutti, Paul e lo staff medico, stanno facendo il possibile per riaverlo per la seconda semifinale».

Le formazioni.

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Peres, Benassi, Gazzi, El Kaddouri, Darmian; Quagliarella, Maxi Lopez. Allenatore: Ventura.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pereyra, Padoin; Morata, Tevez. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Tagliavento di Terni.