Altro che Natale, ancora arbitri picchiati
Cinque anni di squalifica in Prima e Seconda categoria: stop a Musa e Campeti
PESCARA. Gli episodi di violenza nel calcio dilettantistico abruzzese non concedono tregua nemmeno a Natale e, puntuale, arriva la mannaia del giudice sportivo.
Ben due atleti tesserati hanno ricevuto una maxi squalifica di cinque anni.
Nel primo caso, relativo al campionato di Prima categoria, si è reso protagonista il calciatore della Tollese Keivan Musa, fermato fino al 31 dicembre 2019 per aver spinto violentemente la porta dello spogliatoio dell'arbitro.
Secondo il referto, tale spinta avrebbe causato la caduta per terra del direttore di gara con conseguente lussazione della spalla, per una prognosi di 21 giorni. Musa era stato espulso al termine della partita con il Vacri, per aver rivolto offese, insulti e minacce all'arbitro.
Oltre a ciò la Tollese è stata multata di 1000 euro, penalizzata di un punto in classifica con l'obbligo di disputare una gara casalinga a porte chiuse.
Il dirigente della Tollese Francesco Ciccotelli, infine, è stato inibito fino al 31 marzo 2015 per aver aperto indebitamente i cancelli a fine partita facendo entrare persone non identificate.
L'altro episodio si riferisce al campionato di Seconda categoria e in particolare alla partita Giulianova Annunziata-Alba Nova.
Nella circostanza il giocatore dell'Annunziata Giulianova Fernando Campeti è stato fermato fino al 31 dicembre 2019 per aver colpito l'arbitro con un violento schiaffo al volto, tale da procurargli forte dolore sulla guancia e sull'orecchio destro con leggero sbandamento, con prognosi di tre giorni come da referto medico. Lo stesso direttore di gara avrebbe ritrovato i propri oggetti personali gravemente danneggiati a causa dell'ingresso di sconosciuti nel proprio spogliatoio.
Insomma, un pomeriggio da dimenticare. Per tale motivo la società giuliese è stata multata di 500 euro con obbligo di risarcimento danni.
Marco Ratta
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