Amicacci nella storia: sabato scatterà la caccia al titolo

10 Maggio 2018

Basket in carrozzina, i giuliesi per la prima volta in finale.  Il patron Marchionni: «È un premio per il nostro lavoro»

GIULIANOVA. È una delle società storiche del panorama del basket in carrozzina italiano. La Deco Amicacci Giulianova, dal 1982, sta scrivendo pagine di storia della palla a spicchi per disabili, ma adesso è arrivato il momento di iniziare un nuovo ed entusiasmante capitolo. I giuliesi, infatti, per la prima volta sono approdati alle finali scudetto e si giocheranno il tricolore con la Briantea 84 Cantù. Gara 1 è in programma sabato, poi domenica 20, ad Alba Adriatica, gara e l’eventuale gara 3 (a Cantù) da fissare in base alle esigenze televisive, visto che le finali verranno trasmesse in diretta da Rai Sport. «Per noi è un sogno che si realizza», racconta Peppino Marchionni, il fondatore dell’Amicacci Giulianova. «È un vero orgoglio giocare per la prima volta nella storia una finale scudetto». Marchionni, che è anche vicepresidente del club, ha in squadra suo figlio Galliano. «La passione per questo sport è nata anche grazie a lui», che una dei punti di forza dell’Amicacci e per anni della Nazionale italiana. «Tanti anni fa, insieme ad alcuni genitori che vivevano la mia stessa situazione, abbiamo deciso di creare questa associazione nata intorno al basket», continua Marchionni, che può vantare una società con oltre 200 persone tra giocatori, allenatori e dirigenti. «Il nome Amicacci viene fuori per sintetizzare il concetto di grande famiglia», spiega il dirigente giallorosso. Il club giuliese in 36 anni di storia ha collezionato oltre 20 campionati di serie A, una Challenge Cup, vinta nel 2011, e una Coppa Vergauwen messa in bacheca nel 2012. Adesso è arrivato il momento di mettere le mani sul titolo più bello. «Cantù è una squadra forte, molto forte, è ha un budget molto più alto del nostro. Diciamo che loro spendono il triplo di quello che spende l’Amicacci. Tuttavia, siamo pronti per la battaglia e faremo di tutto per provare a vincere lo scudetto. Sarebbe il giusto premio al nostro lavoro», e poi spiega qual è il segreto del gruppo. «La squadra è competitiva e abbiamo in squadra gente come Simon Brown», che è anche capitano dei giallorossi, «e del pivot coreano Gim Dongheyon», uno dei più forti al mondo nel suo ruolo. «Tuttavia la scelta azzeccata è stata quella di aver messo in panchina Andrea Accorsi», promosso in prima squadra- insieme al suo vice Gemi Ozcan - al posto Malik Abes, esonerato a febbraio dopo le mancata qualificazione alla fase finale delle competizioni europee. «È stato bravissimo ad unire il gruppo», sottolinea Marchionni, che poi lancia un messaggio ben precuiso. «Mi piacerebbe che le istituzioni e il tessuto economico locale in futuro possano dare una mano alla nostra realtà», calcolando anche che è costretta a giocare le partite in casa al palasport di Alba Adriatica perchè il palaCastrum di Giulianova non è omologato per il basket in carrozzina. «Il mio sogno, però, è quello di tornare a giocare nella nostra città», chiude Marchionni che ora vuole godersi il sogno scudetto. (l.d.m.)
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