Amoroso accende Roseto: «Vittorie e divertimento»

29 Luglio 2020

Serie B, l’ala-centro a 40 anni è alla terza esperienza con la canotta biancazzurra «Trullo mi ha convinto con una telefonata, ci sono gli ingredienti per fare bene»

ROSETO. Fa la voce grossa la Pallacanestro Roseto che, appena rifondata, mette già in piazza le sue ambizioni firmando ieri l’accordo con Valerio Amoroso. 40 anni portati bene come dimostrano i 17,6 punti (3°), 9,4 rimbalzi (2°) e 21,5 di valutazione (1°) nella passata stagione in serie B a Civitanova. Amoroso è un 2 metri e 04 che da ala-pivot ha vissuto una carriera entusiasmante, iniziata proprio a Roseto quando arrivò in quel vincente 1998. Da lì una scalata rapida fino alla serie A, vestendo la maglia azzurra per 40 volte: per anni uno dei migliori nel suo ruolo, grazie ad una produttività offensiva importante condita da movimenti di gran classe e un innegabile carisma. Tornato già una volta a Roseto nel 2016/17, Amoroso è oggi al suo terzo ritorno, a riprova di un feeling che non si è mai interrotto: «È stata una scelta in fondo facile per me che sono cestisticamente nato e cresciuto qui, dove mi sono sempre trovato bene. Certo, mi è dispiaciuto lasciare Civitanova che per me era come giocare a casa insieme a mio fratello Ciccio, ma il club è rimasto coinvolto nella crisi post Covid e così mi son dovuto guardare intorno». Quando puntuale è arrivata la chiamata di coach Trullo: «Tony mi ha parlato con talmente tanto entusiasmo di questa nuova stagione rosetana da coinvolgermi subito, è un allenatore esperto e di grande livello che a Roseto è un’istituzione. Al telefono mi ha subito spiegato il tipo di squadra che vuole fare e già mi piace: per me è fondamentale avere un coach così con cui potersi confrontare. E poi mi piacciono le sfide e penso ci sia la possibilità di fare insieme qualcosa di importante». A Roseto c’è una tifoseria da riconquistare: «Nell'ultimo biennio si è perso un po’ il senso di appartenenza, assurdo per uno come me che nel 1998 veniva applaudito per strada e nemmeno giocavo! Ecco perché l’obiettivo primario è di riportare gli appassionati sulle tribune: dovremo partire forte e dare a società e tifosi le soddisfazioni che meritano. E poi ci regaleremo forti emozioni». L’Amoroso 3.0 è sempre lo stesso: «Lo garantisco, anche se ora gioco più da pivot: ma adoro certi momenti caldi, dove alle parole si risponde coi fatti: sono sempre quello che quando si gioca dà tutto per vincere». Come compagno di reparto quel Serafini che ai tempi di Teramo era un ragazzino: «Uno che ha sempre avuto una gran voglia di lavorare. Lui, Polonara, Laquintana, ai tempi erano tre bimbi, oggi tre giocatori veri». Se Amoroso a 40 anni gioca ancora significa che… «Che invecchio bene! Certo il basket di oggi è fisico e meno tecnico, ma se il fisico tiene si può fare». Chiusura con un sms ai tifosi: «Roseto è tornata rosetana. A partire dalla panchina, ma anche in campo dove giocheranno tutti ragazzi italiani, tanti proprio di Roseto e dintorni. E poi qualche vecchia conoscenza come me: ci sono tutti gli ingredienti giusti per fare bene. Ecco perché più appassionati ci saranno al palazzetto, più sarà facile cogliere le vittorie. E con le vittorie arriverà anche il divertimento».
Marco Rapone
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