Anania: tifo Pescara, torna Zeman? Magari...
Il portiere della promozione in A: città nel cuore e con il boemo tornerete grandi
PESCARA. Da alcuni mesi ha appeso le scarpe al chiodo iniziando la sua nuova carriera da allenatore. Un grave infortunio gli ha impedito di proseguire la sua avventura con il Catania. Il doppio ex Luca Anania, 35 anni, portiere dell'ultima promozione in A del Pescara, ha lasciato l’Abruzzo nel 2012, ma non ha mai smesso di seguire i biancazzurri.
Anania, domani c’è Pescara-Livorno. Chi vincerà?
«Mi auguro il Pescara. Sono stato bene anche in Toscana, ma da voi è stata un'esperienza unica. In ogni caso, è impossibile fare un pronostico. Si tratta di una gara da dentro o fuori che potrebbe essere decisa anche da un episodio. Faccio il tifo per i colori biancazzurri che mi sono rimasti nel cuore. A Pescara ho vissuto momenti intensi e anche qualche tragedia come le disgrazie di Franco Mancini e di Piermario Morosini che non dimenticherò mai».
Alla vigilia le due squadre erano indicate come favorite, ma entrambe hanno avuto problemi. Quali sono le cause?
«Dall’esterno non è semplice dare una spiegazione, però sia il Pescara che il Livorno hanno ottimi organici. Il club amaranto ha deciso di sostituire l’allenatore alla fine del girone di andata, cosa che è stata fatta da Sebastiani ad una sola giornata dalla fine. Baroni era partito con molte difficoltà, poi è stato bravo ad individuare le cause e a porre i giusti correttivi. Purtroppo nelle ultime gare la squadra era un po' scarica. Ho visto la partita di Varese nella quale i calciatori non hanno mostrato l'atteggiamento adeguato che un impegno così importante richiede. Baroni ha pagato per tutti e ora Oddo dovrà giocarsi tutto in novanta minuti».
Chi potrà decidere la partita?
«Nel Pescara Caprari e Melchiorri. Ho svolto il ritiro con quest’ultimo a Padova prima di firmare per il Livorno: Federico è una forza della natura. Anche Caprari potrà essere decisivo. Nel Livorno peserà l’assenza di Siligardi, un vero fenomeno per la serie B. Dunque, occhio a Vantaggiato, un attaccante sempre temibile che sta attraversando un ottimo periodo di forma».
Negli ultimi giorni è tornato di moda il nome di Zdenek Zeman. Dovrebbe ripartire dal boemo il nuovo corso?
«Ingaggiare Zeman è sempre la scelta giusta. Di sicuro sarà molto difficile ripetere l’annata della promozione, ma nella vita tutto è possibile. Lasciate perdere i discorsi sui rischi di un eventuale ritorno o la solita frase della “minestra riscaldata”. A Zeman bisogna dargli fiducia, non come è successo a Cagliari. Se non lo avessero esonerato avrebbe salvato i sardi, ne sono convinto. Inoltre, a Pescara c'è Peppino Pavone che potrebbe formare con il boemo un mix perfetto per riempire lo stadio e ridare entusiasmo alla piazza».
A proposito, quando ha visto Zeman l’ultima volta?
«A San Siro per Milan-Cagliari e prima ancora la scorsa estate. Dovevo firmare per il club rossoblù, ma alla fine non ho trovato l’accordo. Purtroppo a novembre ho dovuto smettere a causa della rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e per un guaio alla spalla. A 35 anni ho deciso di ritirarmi e iniziare un nuovo percorso».
Ora è un allenatore anche lei. Il suo modulo preferito?
«E me lo chiede? 4-3-3, sempre e solo 4-3-3».
Giovanni Tontodonati
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