Ancelotti contro l’allievo Gattuso

Gara del cuore per il tecnico del Napoli che affronta il Milan dell’ex Higuain
NAPOLI. Battere il Milan, buttare giù la propria storia per costruirne una nuova, quella che può portare il Napoli allo scudetto. È questo l'obiettivo di Carlo Ancelotti che alla vigilia della sfida ai rossoneri (stasera ore 20,30 diretta su Dazn) sottolinea il lato emotivo che caratterizza questo match ma anche la volontà di vincere che innesca. «Ci sarà un concentrato di emozioni, ma soprattutto è importante vincere. La vittoria sulla Lazio ha accelerato i tempi della nostra autostima. Sarà un campionato difficile, con più competitività verso l'alto visto che Inter e Milan si sono rinforzate, forse la quota scudetto si abbassata rispetto allo scorso anno». Ancelotti replica così ad Allegri che l'aveva fissata a 88-90 punti quella quota; il tecnico azzurro sottolinea che lo scudetto non è una chimera. Anzi. Si prende la responsabilità datagli da De Laurentiis in precampionato, quando aveva detto che è lui il top player del Napoli. «Lo scudetto? Ci sono sogni e utopie», afferma, «rincorrere le utopie è azzardato ma si può ricorrere un sogno se nasce da quello che questa squadra ha fatto l'anno scorso, arrivando a un passo. Non manca molto e quel poco che manca spero di riuscire a darlo io». Karnezis è favorito su Ospina, in attacco Milik sarà nuovamente titolare, pronto a sfidare a distanza Higuaìn, atteso con astio ma anche con timore dai tifosi azzurri, visti i 5 gol in 6 sfide firmati dal Pipita con la maglia della Juventus. «Higuain lo conoscono tutti», precisa Ancelotti, «ma non vogliamo soffermarci sugli avversari».
Qui Milan. Rino Gattuso si esalta a vivere «sotto pressione» e spera di contagiare i giocatori del Milan. Non ha timori reverenziali ad affrontare «il maestro» Ancelotti, non ha paura di parlare apertamente di «obiettivo Champions» e sprona la squadra ad andare a Napoli «a spingere forte» e «fare punti», grazie al «serbatoio pieno di benzina» dopo le fatiche del ritiro. Il recente passato è però impietoso: il Milan non vince al San Paolo dal 2010, è arrivato dietro in classifica negli ultimi sei anni e di ben 27 punti nella scorsa stagione. Ma Gattuso non vuole proprio partire sconfitto: «Siamo un po’ lontani dallo scudetto, ma possiamo puntare ad un posto in Champions».
Una convinzione figlia delle parole scambiate con Gordon Singer («Mi ha detto di non leggere ciò che i giornali scrivono su Conte, mi avete fatto il funerale da vivo per un mese»), della presenza di Maldini e Leonardo in società («la squadra si gasa quando li vede») e del calciomercato, che ha regalato a Gattuso «una rosa competitiva» e il fiore all'occhiello Higuain. Poi su Ancelotti: «Ci siamo sentiti, mi ha chiesto se volevo le mozzarelle ma sono già abbastanza ingrassato. Scherzi a parte, quello che mi ha sempre sorpreso in lui è la semplicità. Riusciva a parlarti con il cuore in mano, non raccontava bugie».
Le prime scelte di Gattuso sono significative: dopo la fascia da capitano a Romagnoli, punterà sulla vecchia guardia, con il solo Higuain al debutto tra i nuovi acquisti.
LE FORMAZIONI
NAPOLI (4-3-3): Karnezis, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui, Allan, Hamsik, Zielinski, Callejon, Milik, Insigne. All.: Ancelotti
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, 5 Bonaventura; Suso, Higuain, Borini. All.Gattuso.

