Andrea, pomeriggio da dimenticare

Prima una scivolata e poi il ritiro a cinque giri dalla fine con una moto inguidabile
Spagna amara per Andrea Iannone. Come l'anno scorso, per fortuna stavolta senza conseguenze fisiche, il pilota vastese non vede la bandiera a scacchi per una scivolata quando era in piena bagarre per le posizioni a ridosso del podio.
Il circuito di Jerez, che pure Iannone in passato ha apprezzato (primo nel 2011 in Moto2) si rivela decisamente insidioso, con le sue curve a raggio corto, per le Desmosedici di Borgo Panigale, che salvano il week end solo grazie al bravissimo Dovizioso. Un Gp tutto in salita, dunque, come del resto Iannone aveva in qualche modo pronosticato alla vigilia, rivelando le difficoltà di messa a punto e lo scarso feeling tra moto e gomme morbide.
«Addirittura vado più lento che con la dura» aveva detto Iannone prima delle qualifiche. E infatti, pur migliorando le sue prestazioni non è riuscito a raggiungere la Q2.
Difficoltà confermate nel warm up, nonostante alcune modifiche di assetto. La gara comunque non era iniziata male, anzi. Grazie al solito prepotente scatto, alla prima curva, dove Edwards lo ha costretto molto all'esterno, Iannone aveva già scalato alcune posizioni. Nono al primo passaggio, il pilota vastese ha iniziato un bel duello con Bradl, Alexis Espargarò e Smith, insediandosi già al secondo passaggio in ottava posizione.
Certo il ritmo (1'40”8) non autorizza grandi illusioni, sapendo che le gomme presto si sarebbero degradate, ma Iannone sembrava poter ambire a contendere ancora una volta a Dovizioso il posto di primo ducatista al traguardo. Invece, ancora una beffa. A metà del sesto giro, in curva sette, quando tira la leva del freno anteriore, la moto si sdraia sull'asfalto senza consentire al pilota alcuna manovra di recupero.
Con la solita generosità Iannone corre recuperare la Desmosedici, la riaccende e si rilancia all'inseguimento del gruppo, che intanto era sfilato tutto da un bel po'. Quindici giri di rincorsa rabbiosa, appena sufficienti a recuperare due posizioni ma nessuna chance di rientrare in zona punti, cosi a cinque dalla fine, con la moto inguidabile, la resa definitiva.
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