Arbitri e regolamento: cambiano anche i dilettanti

Giancola: serve un incontro con dirigenti e calciatori per spiegare le novità
PESCARA. Il calcio riparte con le partite ufficiali anche tra i dilettanti. Oggi gli anticipi delle coppe di Eccellenza e Promozione in attesa di completare il programma domani. Si ripartirà con le nuove regole di gioco che sono state al centro del raduno degli arbitri abruzzesi che si è chiuso giovedì all’Aquila. Dal fallo di mano alla rimessa dal fondo, dal movimento del portiere in occasione dei calci di rigore fino all’uscita dal campo dei calciatori quando vengono sostituiti. Cambiano quelli che possono anche essere considerati dei dettagli, ma che, inevitabilmente, creeranno un pizzico di disorientamento sia nei protagonisti che negli spettatori. Non a caso c’è la volontà di organizzare un incontro tra arbitri e dirigenti e calciatori prima dell’inizio del campionato. Angelo Martino Giancola, confermato alla guida del comitato regionale arbitri, ha tenuto a rapporto i “fischietti” (nella foto a destra) che dirigeranno le gare di Eccellenza e Promozione per chiarire le interpretazioni da dare alle novità regolamentari. «Inizialmente ci sarà, inevitabilmente, un periodo di rodaggio», ha detto il dirigente arbitrale vastese, «ma dovremo cercare di spingere con decisione sin dall’inizio per fare capire, ad esempio, che sul fallo di mano non conta più la volontarietà. Non esiste più il fallo volontario o non volontario. Ogni tocco sarà punito. Si valuterà piuttosto la congruità del movimento del braccio. Se sarà attaccato al corpo il tocco del pallone non sarà punito, altrimenti sì. Dovremo essere il più coinvolgenti possibile con i tesserati almeno nella prima fase, appunto per far comprendere queste novità. Siamo in contatto con il presidente della Lnd-Abruzzo Ortolano per organizzare un incontro». Giancola non fa mistero delle difficoltà: «Sarà fondamentale raggiungere la massima uniformità di giudizio, ma vale per queste regole come per le altre. I maggiori stravolgimenti ci furono tre anni fa eppure li abbiamo metabolizzati bene e in fretta. Quelli che cambiano adesso sono dei dettagli più delle regole vere e proprie, ma proprio i dettagli fanno la differenza. Ecco perché sarà importante partire con il piede giusto». Tra le novità una che riguarda le panchine: per un’eventuale scorrettezza da sanzionare senza che l’arbitro riesca a individuare l’autore pagherà l’allenatore. Che, quindi, sarà una sorta di responsabile di tutto quel che avverrà in panchina.
E poi c’è il tema della violenza sugli arbitri. Mano pesante, anzi pesantissima per tutti coloro che si renderanno protagonisti di comportamenti violenti nei confronti di arbitri e ufficiali di gara: pena detentiva da 6 mesi fino a 5 anni per chi commetterà atti violenti e minaccerà arbitri e altri tecnici atti ad assicurare il corretto svolgimento delle varie manifestazioni sportive. Ovviamente, le sanzioni dovranno essere disposte dal questore. Per quanto concerne la gestione dell'ordine pubblico, maggior riguardo sarà concesso nei confronti di chi, in luogo pubblico o aperto al pubblico, creerà situazioni di pericolo con razzi, fuochi d'artificio, petardi e oggetti contundenti. Inasprite le pene per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, così come lo saranno quelle per violenza o minaccia ad un esponente politico, amministrativo o giudiziario. Tutto ciò vale per i professionisti e per i dilettanti, fino alla Terza categoria e agli Amatori.
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