Arbotti fa scena muta dal Gip, Maniero incredulo

Calcio-truccato a Catania, l’agente Fifa resta ai domiciliari. Il bomber: mai avuto sentore di combine
PESCARA. L'avvocato Fernando Arbotti si è avvalso della falcoltà di non rispondere davanti al Gip del tribunale di Larino. E, quindi, resta agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Catania che ha portato agli arresti di diversi personaggi del mondo del calcio tra cui l'ormai ex presidente siciliano Antonino Pulvirenti e il ds Daniele Delli Carri. L'agente Fifa Arbotti è accusato di far parte della catena operativa che mirava a truccare le partite giocate dal Catania nel girone di ritorno dell'ultimo campionato di serie B. Arbotti avrebbe pensato a individuare i giocatori delle squadre avversarie per poi corromperli con dazioni di denaro provenienti dal gestore di sale di scommesse Impellizzeri, anche lui agli arresti. L'avvocato molisano, ai domiciliari nell'abitazione di Termoli, è rimasto pochi minuti davanti al Gip di Larino, il tempo di manifestare la volontà di non rispondere alle domande. Una linea seguita anche dall'ex ds del Catania Daniele Delli Carri a Chieti. «La scelta di Arbotti è tecnica», ha detto l'avvocato Angelo Sbrocca, sindaco di Termoli, che lo difende, «vogliamo approfondire la lettura degli atti e comunque c'è l'idea di difendersi dalle accuse».
Lo stupore di Maniero. «Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere». L'ex capitano del Pescara, Riccardo Maniero, a distanza di dieci giorni è ancora scosso per gli arresti di Catania. Mai avrebbe potuto immaginare che la sua nuova società, quella che a gennaio l'aveva acquistato per 500mila euro (più un triennale da 350mila euro all’anno al giocatore), potesse essere implicata in uno scandalo di così vaste dimensioni. «Posso soltanto dire che questa vicenda mi ha reso triste. Aspettiamo prima di giudicare, anche se mi auguro che il Catania riesca ad ottenere l'ok per l'iscrizione al campionato. Se non dovesse accadere sarebbe un vero peccato. In questi casi le conseguenze più drastiche sono per la città e per i tifosi». Delli Carri è stato tra i primi a credere nelle sue capacità portandolo a Pescara nell'estate del 2010. Nel corso degli anni la stima del dirigente nei confronti dell'attaccante è rimasta invariata, tant'è che agli inizi di gennaio, quando il diesse è stato ingaggiato dal Catania, lo ha voluto in Sicilia, chiudendo un un trasferimento che ha destato scalpore a Pescara. Ma l'avventura in terra siciliana è stata macchiata da questa triste storia. A livello personale, Maniero ha chiuso la stagione timbrando il suo record di gol in carriera: 18 (12 nel girone di andata con il Pescara, 6 nella seconda parte con il Catania). Tra le cinque gare finite sotto inchiesta ce ne sono tre in cui Maniero aveva segnato: Varese-Catania, Latina-Catania e Catania-Ternana. «Non ho mai avuto la minima sensazione che quelle partite fossero truccate e credo di poter parlare anche a nome dei miei compagni». In attesa di conoscere il suo futuro, Pippo sta trascorrendo le vacanze nella sua Napoli. Sembra che il Bari abbia già fatto un sondaggio per acquistarlo. «Non so nulla, spero solo che la situazione si risolva presto. Il mio pensiero va ai tifosi catanesi. Sarebbe ingiusto privarli della possibilità di vedere la squadra in B: non tocca a loro pagare le eventuali colpe di altri». (r.c.-g.t.)
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