Avantaggiato scommette sul Lanciano

Il centrocampista rossonero suona la carica: «Siamo da promozione, ma occhio a San Salvo, River Chieti e Casalbordino»
LANCIANO. Come tanti compagni di squadra, nella scorsa stagione Daniele Avantaggiato ha accettato di scendere di categoria a Lanciano scommettendo sulla pronta risalita. Il centrocampista classe 1989, originario di Vasto, a differenza di chi era arrivato in estate sperando di ripartire dalla Promozione, è però passato in rossonero già sapendo che il salto all’indietro era fino alla Prima categoria. Da dicembre in poi, con la squadra allenata da Alessandro Del Grosso, ha collezionato 14 presenze e 1 gol, in un torneo che per lui era una novità dopo i trascorsi in Serie C e nel massimo torneo regionale.
È arrivato a Lanciano a dicembre scendendo due gradini: perché?
«Eravamo all’inizio del mercato e stavo giocando il mio quarto campionato a Cupello, in Eccellenza, quando è arrivata la proposta dalla società: ho visto il blasone del club e la progettualità della dirigenza, e non ci ho pensato due volte ad accettare».
Conosceva già la piazza?
«Sapevo un po’ tutto della storia recente, dal fallimento alla ripartenza dalla Prima. Ma ho anche diversi amici che avevano giocato qui come Ilyos Zeytullayev, o che sono in rosa oggi come Alessandro Tarquini, con il quale ci sentivamo spesso».
Lanciano parte con l’ambizione di vincere la Promozione: è all’altezza?
«Secondo me sì: sappiamo che non sarà facile perché ogni domenica troveremo avversari agguerriti e ci sono formazioni ben attrezzate. Ci vorranno tanta umiltà e tanto impegno».
È d’accordo con chi dice che il livello della Promozione si è alzato rispetto alla scorsa stagione?
«Anch’io ho l’impressione che sarà leggermente più impegnativo: c’è più d’una squadra che vuole provare a vincere, ma sono messe bene altre formazioni».
Il Lanciano come ha iniziato la stagione?
«Io ho avuto subito un’ottima impressione da parte di tutto l’ambiente, già dalla prima partita che ho visto in tribuna a dicembre: nonostante la superiorità, allora ho notato subito una squadra affiatata e vogliosa di migliorarsi giorno per giorno, e questo clima ha continuato ad accompagnare un gruppo forte e consolidato. Con l’allenatore Del Grosso, il preparatore Alessandro Spinoglio e tutto lo staff, in queste settimane abbiamo ripreso a lavorare mantenendo intatto quello spirito».
Chi vi darà più fastidio per conquistare l’Eccellenza?
«Il San Salvo a livello di nomi sembra avere qualcosa in più, ma ci sono anche altre concorrenti in grado di infastidirci, come l’altra retrocessa, il River Chieti, o il Casalbordino».
Lei è un giocatore molto tecnico: pensa che si troverà meglio in un campionato nel quale si alza il livello?
«La mia fortuna è di avere intorno una squadra molto forte, e per un giocatore tecnico è un grande vantaggio avere accanto compagni che sanno sempre quello che devono fare in campo. Probabilmente il buon livello della rosa esalta le caratteristiche di un po’ tutti i giocatori».
Il 4-3-3 è un modulo nel quale si trova suo agio?
«Il mio ruolo naturale è quello di play davanti alla difesa, e quindi quello preferito da Del Grosso è proprio lo schema nel quale mi trovo meglio».
In futuro si vede ancora in rossonero?
«Assolutamente sì: mi piacerebbe restare perché questa è una piazza importante, dove si fa calcio a livello professionale e c’è una tifoseria di un’altra categoria».
Andrea Rapino
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